Migliorare la gestione delle UFA. Tavoli di lavoro a Roma e Milano

La realizzazione delle UFA trova oggi un possibile percorso sostenibile attraverso l'avvio di partnership pubblico-privato con aziende esperte nella progettazione, realizzazione e gestione delle UFA

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Le priorità individuate dagli esperti per migliorare la gestione delle UFA (Unità Farmaci Antiblastici) e la preparazione dei chemioterapici antiblastici sono:

  • UFA che rispettino gli standard,
  • selezione e formazione del personale,
  • informatizzazione dei processi.
Migliorare la gestione delle UFA. Tavoli di lavoro a Roma e Milano
Mettere in rete le UFA sul territorio è una delle proposte emerse dai tavoli di lavoro organizzati da QuintilesIMS sul tema della preparazione di chemioterapici antiblastici

In seguito ai risultati dell’indagine nazionale sulla gestione della preparazione dei chemioterapici antiblastici negli ospedali italiani, QuintilesIMS con il supporto incondizionato di Baxter, ha organizzato due tavoli di lavoro (a Roma e a Milano) che hanno messo a confronto su questo tema direttori sanitari, farmacisti ospedalieri responsabili di UFA e oncologi per definire le criticità e i punti di miglioramento nella preparazione delle terapie antiblastiche in Italia.

Fare sistema avvalendosi di UFA già esistenti e realizzate con i migliori standard (centralizzazione) o, laddove necessario, dotarsi di UFA, anche grazie a partnership pubblico-private, è la possibile soluzione individuata dai partecipanti ai tavoli di lavoro, che hanno discusso di altri fattori chiave di miglioramento come la selezione e formazione specifica del personale dedicato e l’informatizzazione dei processi.

Le principali proposte emerse dai tavoli di lavoro organizzati a Milano e Roma sono:

  • Mettere in rete le UFA sul territorio, definendo una soglia minima di preparazioni giornaliere per aumentare gli standard qualitativi e di sicurezza,
  • Promuovere selezione e formazione del personale più puntuali e mirate allo sviluppo delle competenze degli operatori dedicati alla preparazione dei farmaci chemioterapici (sia farmacisti, sia infermieri sia tecnici di laboratorio), adottando strategie volte ad aumentare la motivazione e diminuire elementi di stress, come turnazione e coinvolgimento trasversale all’interno del percorso di cura,
  • Implementare l’informatizzazione della gestione di tutta la filiera della terapia oncologica, dalla prescrizione alla somministrazione, attraverso soluzioni innovative come il bracciale elettronico e software semplificati e che “dialogano” tra loro.
  • Coinvolgere inoltre proattivamente il paziente nel processo, rendendolo consapevole delle modalità di cura in cui è coinvolto e ascoltandone la voce in quanto possibile segnalatore di eventuali anomalie.

Centralizzare le UFA

La realizzazione delle UFA trova oggi un possibile percorso sostenibile attraverso l’avvio di partnership pubblico-privato con aziende esperte nella progettazione, realizzazione e gestione delle UFA.  

Le Unità Farmaci Antiblastici rappresentano una realtà importante nello scenario dell’oncologia nel nostro Paese. Svolgono infatti un ruolo chiave legato alla sempre maggiore complessità delle terapie antitumorali, che richiedono un’alta specializzazione e strutture adeguate alla loro manipolazione. C’è ancora molto da fare, come è emerso dai due tavoli di lavoro, per rendere omogenea la situazione a livello nazionale e per sensibilizzare le direzioni generali delle Aziende ospedaliere e sanitarie sull’importanza dell’investimento che rappresentano le UFA per il Centro di Oncologie e di Onco-Ematologia e per la salute dei pazienti.

Criteri di formazione delle reti

Le UTA destinate a servire diverse strutture devono essere strutturate anche in funzione dei volumi di somministrazione. La manipolazione e preparazione di chemioterapici antiblastici dovrà essere affidata soltanto alle UFA accreditate sul territorio che raggiungano, idealmente, una soglia minima di 50 preparazioni giornaliere, attraverso accordi di fornitura tra le diverse Aziende Ospedaliere.

Questa  proposta apre un tema importante anche dal punto di vista economico. Manca infatti un tariffario condiviso per la manipolazione dei chemioterapici antiblastici. Il Centro deputato a erogare queste prestazioni anche all’esterno potrebbe quindi esserne penalizzato.

Criteri per l’informatizzazione della gestione di tutta la filiera della terapia oncologica

I sistemi informatici dei vari centri dovrebbero rispettare standard tecnici comuni in modo da dialogare fra loro e con i Registri AIFA.

Questo ridurrebbe il rischio di errori di trascrizione e garantirebbe un risparmio di tempo che potrebbe essere utilizzato per migliorare l’assistenza al paziente.

I tavoli di lavoro

Al tavolo di lavoro di Milano hanno partecipato:

  • Ivana Brini, Responsabile s.s. Centro di produzione galenica, Farmacia Ospedale di Legnano, ASST Ovest Milanese;
  • Roberta Di Turi, Direttore Farmacia, ASL Roma 3 (fra cui AO San Giovanni Addolorata);
  • Sergio Fava, Direttore Dipartimento di Oncologia, Azienda Socio Sanitaria Legnano;
  • Vito Ladisa, Direttore Farmacia, INT – Istituto Nazionale Tumori di Milano;
  • Antonio Lazzara, Direttore Sanitario, Azienda Ospedaliero-Universitaria “Policlinico Vittorio Emanuele”, Catania;
  • Patrizia Nardulli, Direttore Farmacia, IRCCS Istituto Tumori Giovanni Paolo II, Bari;
  • Emanuela Omodeo Salè, Direttore Farmacia, IEO – Istituto Europeo di Oncologia, Milano.

Al tavolo di lavoro di Roma hanno partecipato:

  • Roberto Bordonaro, Direttore Oncologia Medica, Azienda Ospedaliera Garibaldi, Catania;
  • Andrea Cambieri, Direttore Sanitario, Policlinico Universitario Agostino Gemelli, Roma;
  • Gaetano D’Onofrio, Direttore Sanitario, Azienda Ospedaliero-Universitaria Federico II, Napoli;
  • Roberto Grinta, Direttore Farmacia, ASUR Marche Area Vasta 2, Jesi;
  • Giuseppina Fassari, Farmacista Responsabile UFA, Azienda Ospedaliera Garibaldi, Catania.

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