Diana Bracco: Milano pronta per accogliere EMA

Lunedì 20 i rappresentanti degli stati membri si riuniranno per trovare l'accordo finale in merito alla nuova sede di EMA. Secondo l'imprenditrice milanese, il capoluogo lombardo ha le carte in regola per ospitare l'Agenzia

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“Milano è in pole position” almeno tra i bookmaker inglesi. A confermare le possibilità del capoluogo lombardo come futura sede dell’EMA è Diana Bracco, presidente e amministratore delegato dell’omonimo gruppo farmaceutico, impegnata in prima persona nel tentativo di portare in Italia gli uffici dell’Agenzia europea per i medicinali.

Diana Bracco: «Incrociamo le dita per #EMAMilano»
Diana Bracco: «Incrociamo le dita per portare Ema a Milano»

Tutti uniti per #EMAmilano

Al termine della presentazione del 23° rapporto annuale di Federchimica sul programma “Responsible Care” (di cui è stata la prima presidente) l’imprenditrice si è soffermata sull’imponente lavoro svolto finora per creare una visione unica a livello nazionale e promuoverla presso le altre nazioni UE.

A Milano «c’è tutto per l’EMA: ricettività, logistica, imprese farmaceutiche, università, IRRCS» e questo ci rende competitivi anche rispetto alle concorrenti più accreditate: Amsterdam, ad esempio, non ha ancora una sede pronta e Bratislava dista 80 km da Vienna, suo appoggio logistico. Ma la pur eccellente conformità ai criteri da sola non basta. Sono necessarie unità di vedute e condivisione con le controparti internazionali.

«All’inizio non c’era una visione politica così forte – ha rivelato Bracco – e abbiamo dovuto fare uno sforzo per compattare tutte le forze disponibili del Paese. Federchimica ci è stata molto vicina e ci ha molto aiutati sia con idee che con risorse». Ora che «tutti sono tesi sull’obiettivo comune», l’intento è convincere gli altri stati del valore della proposta italiana e anche in questo il mondo delle imprese ha offerto il suo contributo supportando la diplomazia e le istituzioni nei rapporti bilaterali con vari stati come Lituania, Lettonia, Portogallo e Cipro.

Questi sforzi hanno prodotto alcuni risultati incoraggianti, confermati dall’apprezzamento della stampa internazionale (il riconoscimento di Le Monde e del Financial Times è considerato particolarmente significativo) e “segnali importanti” dallo stesso personale dell’EMA.

Ma la decisione finale spetta ai rappresentanti degli stati membri che lunedì prossimo si riuniranno per trovare l’accordo finale. «Ora incrociamo le dita – ha concluso Bracco – e speriamo che i bookmaker abbiano ragione visto che sulla Brexit avevano avuto torto».

Per approfondire

Se sei abbonato a NCF, leggi l’articolo a pag. 80 del numero di ottobre 2017.

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