Insetti, Ministero precisa “in Italia commercializzare insetti non è ancora permesso”

0
808

Dal primo gennaio è entrato in vigore il Regolamento Europeo sui novel food, ma per il momento niente insetti sulle tavole. In una nota il Ministero della Salute ha infatti precisato che per il momento “non è consentito commercializzare nessuna specie di insetto né alcun tipo di derivato, finché non verrà rilasciata un’autorizzazione specifica dall’UE sull’applicazione del Regolamento 2015/2283”.

Dal primo gennaio è entrato in vigore il Regolamento UE 2015/2283 sui novel food. Ministero blocca commercializzazione insetti in Italia
Dal primo gennaio è entrato in vigore il Regolamento UE 2015/2283 sui novel food. Ministero blocca la commercializzazione insetti in Italia. Sì a produzione e studio

Mentre l’Italia tiene ancora chiuse le porte agli insetti, alcuni Stati Membri hanno ammesso la commercializzazione di alcune specie di insetto in un “regime di tolleranza”, avvalendosi dell’articolo 35 del Regolamento. In questi Paesi gli insetti dovranno rimanere entro i propri confini nazionali e di certo in Italia non potranno entrare, neppure attraverso il web. Come novel food, anche in questi Paesi, la commercializzazione degli insetti non può prescindere dalla richiesta di autorizzazione alla Commissione Europea, secondo le Linee guida pubblicate nel 2016 da EFSA, l’autorità europea per la sicurezza alimentare.

Si può produrre e studiare

Non poter commercializzare non significa che non si può produrre o studiare le applicazioni di questi alimenti e dei loro derivati ed estratti.

Il gruppo di ricerca CREA (consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) guidato da Valeria Francardi da due anni sta verificando le proprietà nutraceutiche degli insetti, in modo da poterli utilizzare nella produzione di un integratore alimentare. Lo studio si concentra su 2 delle 1900 insetti edibili, la camola della farina e la camola del miele. Entrambi i tipi di insetti sono ricchi di proteine ad alto valore nutritivo, equiparabile a quello di derivazione animale, ma non solo. La presenza di un alto contenuto di acidi acidi grassi polinsaturi omega 3 e omega 6, chitina e dei suoi derivati sembra rendere le camole una fonte interessante per produrre integratori alimentari per la prevenzione cardiovascolare.

Dal punto di vista produttivo, al momento si contano una decina di allevamenti (un centinaio in tutto il mondo), concentrati per lo più nelle regioni Nord orientali e in Emilia Romagna.

E allora tutti pazzi per gli insetti?

Benché le potenzialità siano davvero enormi, in realtà l’interesse è ancora timido. Da un lato dobbiamo attendere lo sblocco normativo, dall’altro “non siamo culturalmente pronti a mangiare gli insetti come alimenti, anche se in alcune parti dell’Asia, Africa e America Latina essi fanno parte dell’alimentazione umana praticamente da sempre afferma Irene Vetere, founder di By-entO, una start-up piacentina che ha fatto degli insetti il proprio core business, confermando i dati resi noti da Coldiretti, secondo i quali ben il 54% degli italiani considera gli insetti estranei alla propria cultura alimentare nazionale, il 16% è favorevole al loro utilizzo mentre il 24% è indifferente. “Sarà più facile accettare di utilizzare i loro derivati come la farina di grillo o la pasta fatta con farina di larve  e gli estratti come integratori alimentari o nel mondo cosmetico”, conclude Irene Vetere.

Le potenzialità del mercato degli insetti sono enormi. Più di 1900 specie di insetti comunemente usati nel mondo.
Le potenzialità del mercato degli insetti sono enormi. Più di 1900 specie di insetti comunemente usati nel mondo (fonte Notiziario Chimico Farmaceutico, luglio 2017).

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here