Valore, prevenzione e intelligence sono i tre fattori che Kpmg ha individuato come driver del settore delle tecnologie medicali di qui al 2030: non basta più, infatti, disporre di tecnologie innovative per avere successo all’interno di uno scenario sempre più competitivo e sottoposto a pressioni sempre maggiori da parte dei payer per contenere i costi sanitari ormai ingestibili. L’analisi condotta “KPMG Medical devices 2030. Making a power play to avoid the commodity trap” (la più scaricare da qui) indica che il settore dei dispositivi medici dovrebbe presentare un tasso annuo di crescita CAGR del 5.2% nel periodo 2015-2030, fino a raggiungere un valore totale di $ 795 miliardi. Ma il rischio è che molti prodotti diventino delle vere e proprie commodity, facendo quindi perdere valore all’azienda.

Grandi opportunità, ma occhio ai rischi

Per evitare di cadere in questo loop bisogna investire nella capacità di erogare prevenzione come endpoint primario per l’efficacia del dispositivo, un obiettivo che può essere perseguito rivedendo completamente il modello di business del settore per conferire maggiore valore attraverso l’integrazione di tecnologia, intelligence e servizi. Un passaggio fondamentale per potersi riposizionare in modo competitivo sul mercato globale, all’interno di un sistema d’interazioni che non vede solo gli interlocutori tradizionali (i sistemi sanitari che acquistano i dispositivi), ma al cui interno svolgeranno un ruolo sempre più attivo anche i pazienti e i consumatori.
Il modello suggerito da Kpmg per il 2030 è quindi quello del business-to-consumer (B2C), che dovrà integrarsi in modo verticale col più classico modello business-to-business (B2B) e puntare allo sviluppo di nuove modalità di erogazione dei servizi sanitari tramite ‘sportelli unici’ per la cura.

I fattori d’incertezza

La pressione dei costi ha fatto sì che le decisioni di acquisto siano sempre più appannaggio dei decisori economici, e non più delle aziende sanitarie. A ciò Kpmg aggiunge un trend negativo dei prezzi dei dispositivi medici a causa delle sempre più restrittive politiche di rimborso e l’impatto tutto ancora da verificare che si avrà sul settore in seguito all’entrata in vigore, nel 2020, del nuovo Regolamento europeo dei dispositivi medici.

Le aziende med tech saranno chiamate a un difficile esercizio di analisi dei propri mercati fortemente segmentate non solo per area geografica, ma anche per payer, utilizzatore, tipologia di dispositivo, ecc. Nuove realtà stanno inoltre entrando sul mercato provenendo da altri settori industriali, un fatto che spinge sempre più la competizione verso la fornitura di un modello olistico di servizi, che va oltre il mero prodotto med tech. Uno degli obiettivi delineati dal rapporto Kpmg è anche quello di contribuire alla riduzione dei costi sanitari attraverso la riduzione del numero, dei tempi e dei costi delle visite ospedaliere. Soluzioni smart che colleghino sanitari, pazienti e clienti sono il futuro del settore, secondo l’analista, sempre con un’attenzione particolare alla prevenzione basata sulle moderne capacità di data analytics, che possono fornire elaborazioni in tempo reale attraverso l’integrazione in dispositivi wearables. Critico, da questo punto di vista, è il rischio posto dai possibili attacchi informatici alla privacy degli utilizzatori.

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