Efpia, la Federazione europea delle associazioni dell’industria farmaceutica, è tra i firmatari di un position paper congiunto che fa appello alle autorità europee per includere anche gli attori della supply chain nelle iniziative volte a sviluppare nuove strategie per  prevenire la carenza di medicinali sul mercato. “Gli stakeholder della supply chain pensano che una soluzione di lungo termine della carenza di farmaci dipenda da azioni collaborative e unificate”, si legge nel documento, che è stato sottoscritto da una decina di associazioni rappresentative a livello europeo delle varie anime della catena di vita del farmaco. Tra di esse, oltre ad Efpia quale componente industriale, figurano anche le associazioni dei produttori di medicinali generici e biosimilari (Medicines for Europe), della distribuzione parallela (Eaepc), dei produttori dei farmaci senza obbligo di prescrizione, integratori alimentari e dispositivi di auto-medicazione (Aesgp), dei distributori (Girp) e dei farmacisti (rappresentati dalla componente ospedaliera, Eahp, dai farmacisti di comunità, Pgeu, e da quelli industriali, Eipg). Il position paper è stato pubblicato a corollario della conferenza ‘Health as the Real Winner: Presidency conference on options to provide better medicines for all organizzata lo scorso 6 marzo dalla presidenza di turno della Bulgaria.

Le Associazioni della filiera del farmaco chiedono, in un position paper, un maggiore coinvolgimento nelle attività di prevenzione della carenza di medicinali

Considerare meglio i diversi punti di vista

Nonostante le autorità europee siano già attive sul problema della carenza di farmaci sia a livello dell’Agenzia europea dei medicinali, che sta operando con una Task Force congiunta degli Heads of Medicinal Agencies (HMA/EMA), che a livello della Commissione europea, dove il problema è nelle mani del gruppo Stamp (Commission Expert group on Safe and timely access to medicines for patients), secondo gli attori della filiera sarebbe importante che fossero direttamente rappresentate anche queste varie anime per giungere a un quadro il più completo possibile della situazione reale.

Il punto, secondo il documento congiunto, consisterebbe nel rendere edotti i ministri della Salute dei vari Stati membri circa le iniziative già messe in atto dagli attori della supply chain per contrastare il fenomeno della carenza di medicinali, che spesso impedisce ai pazienti di un certo paese di trovare nelle farmacie i medicinali di cui avrebbero bisogno.

Il richiamo delle Associazioni è al gruppo di lavoro informale stabilito nel 2015 dagli attori della catena della fornitura, di per sé molto complessa e che quindi andrebbe meglio coinvolta a livello centrale dalle istituzioni europee per poterne cogliere appieno le diverse sfaccettaturetature e punti di vista sulla questione.
Già a inizio 2017 il gruppo di lavoro aveva pubblicato delle raccomandazioni che puntavano a migliorare la trasparenza e la disponibilità dei dati sulla carenza di medicinali, a mettere in atto azioni volte valutare in modo preventivo le potenziali carenze, a produrre rapporti consistenti sul fenomeno e a migliorare l’infrastruttura dati e l’accesso alle informazioni.

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