Il mercato degli integratori alimentari è in continua crescita: più 7,3% nel 2017. Non è una novità, perché il trend positivo persiste da alcuni anni tanto che il valore del mercato nazionale oggi sfiora i 3 miliardi euro. Le aziende investono, gli italiani ben 32 milioni comprano e usano gli integratori alimentari, eppure di questi prodotti non se ne sa abbastanza. Ne sanno poco i cittadini, ne sanno poco i medici, di più i farmacisti. Raccogliendo il bisogno di maggiore informazione e formazione sugli integratori alimentari, Federsalus ha pubblicato due position paper, ovvero due guide, una per il medico (Il ruolo dell’integrazione alimentare nella medicina di famiglia), e una per il farmacista (Il ruolo dell’integrazione alimentare in farmacia).

Entrambe le guide di Federsalus sugli integratori alimentari, oltre a dare una panoramica delle normative che regolamentano il mondo degli integratori, forniscono una sintesi schematica dei principi attivi approvati e della letteratura scientifica a supporto dell’efficacia e suggerimenti per una corretta comunicazione verbale e non verbale al paziente.

Il paradosso integratori, tanti li usano, pochi li conoscono (davvero)

Il paziente

Secondo un’indagine condotta da GFK per Federsalus, i cittadini hanno una concezione di integratore alimentare non del tutto precisa. C’è chi pensa che si tratti solo di vitamine o minerali (55%), chi prodotti a base di nutrienti per il funzionamento dell’organismo (35%), oppure prodotti naturali (15%). C’è anche chi pensa che un integratore alimentare sia un farmaco (8%) o un medicinale omeopatico (4%).

32 milioni di italiani usano gli integratori, ma solo pochi sanno cosa sono veramente (fonte Guida Federsalus Position Paper "Il ruolo dell'integrazione alimentare nella medicina di famiglia")
32 milioni di italiani usano gli integratori, ma solo pochi sanno cosa sono veramente (fonte Guida Federsalus Position Paper “Il ruolo dell’integrazione alimentare nella medicina di famiglia“)

E cosa fanno gli integratori alimentari? La prevenzione/soluzione di problemi specifici rientra tra le funzioni su cui si registra minore consapevolezza da parte dei consumatori, anche i più affezionati. Per la maggior parte dei consumatori, infatti, gli integratori servono a integrare un’alimentazione carente (78%), a rinforzare l’organismo nei periodi di stresso e cambio di stagione (80%), migliorare lo stato di benessere (76%), aumentare la performance fisica e mentale (71%).

32 milioni di italiani usano gli integratori alimentari, ma solo pochi sanno davvero cosa sono e a cosa servono (fonte Position Paper "Il ruolo dell'integrazione alimentare nella medicina di famiglia")
32 milioni di italiani usano gli integratori alimentari, ma solo pochi sanno davvero cosa sono e a cosa servono (fonte Guida Federsalus Position Paper “Il ruolo dell’integrazione alimentare nella medicina di famiglia”)

Anche uno studio recente, condotto dall’Università di Napoli Federico II su studenti delle scuole superiori e universitari, ha rilevato una conoscenza limitata sugli integratori alimentari, a fronte di un utilizzo abbastanza diffuso tra i giovani. Nessuno, degli intervistati, ha considerato il ricorso a complessi multivitaminici come una necessità per colmare eventuali carenze di nutrienti. Piuttosto lo scopo principale era quello di aumentare la performance mentale e cognitiva o lo stato di benessere generali.

Il medico

Dalla recente indagine “integratori alimentari: un nuovo percorso per conoscerli meglio” è emerso il bisogno di informazione dei medici. Dei 200 medici di famiglia che hanno partecipato al sondaggio oltre il 70% si è dimostrato molto o moltissimo interessato a ricevere aggiornamenti costanti sugli studi clinici relativi agli integratori alimentari.

In particolare, i medici vorrebbero essere più informati sugli integratori che appartengono alla categoria del tono, rinforzo e benessere, e quelli per il benessere mentale e l’invecchiamento. Per poter gestire al meglio i pazienti, che spesso assumono contemporaneamente più terapie, vorrebbero saperne di più sulle possibili interazioni integratore-farmaco, integratore-integratore e sulle differenze formulative tra gli integratori.

Il farmacista

Il farmacista, al pari del medico, viene considerato dal 37% dei consumatori di integratori alimentari una figura di riferimento. Un ruolo tutt’altro che semplice, che il farmacista si trova a svolgere soprattutto a causa del numero elevato di referenze e della carenza di informazioni specifiche sui prodotti. Secondo una recente indagine condotta da Laura Iacovone nel 2016, infatti il 26,4% dei farmacisti ritiene di non essere sufficientemente informato sui prodotti, sui possibili effetti collaterali e gli indicatori oggettivi di qualità facilmente individuabili per scegliere il prodotto giusto. A rendere difficile la scelta (e quindi anche il consiglio) contribuirebbe anche il numero elevato di referenze, con prodotti molto simili tra loro per composizione o funzione, l’eccesso di offerta e pubblicità e la mancanza di competenza specifica.

La guida Federsalus sugli integratori alimentari per il medico e per il farmacista

Per rispondere a questo bisogno di informazione, Federsalus ha pubblicato due documenti, con il patrocinio della Società Italiana di Nutraceutica SINut: una guida per il medico e una per il farmacista. Le due guide sugli integratori alimentari si propongono come uno strumento completo per affiancare i professionisti, medico e farmacista nella propria attività quotidiana.

Entrambi i documenti, oltre a offrire una panoramica del profilo normativo che regolamenta gli integratori alimentari, dei dati di mercato più aggiornati, forniscono una rassegna dei principi attivi, compresi quelli di origine vegetale, con le funzioni e claim riconosciute valide da Efsa e dal Ministero della Salute in prevenzione primaria, in particolare. Sono state identificate 5 aree di intervento: benessere cardiometabolico, benessere muscolo-scheletrico, benessere mentale e invecchiamento, benessere uro-ginecologico e benessere gastro-intestinale.

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