Si chiama Paradigm (Patients active in research and dialogues for an improved generation of medicines), a marcare la netta discontinuità dei nuovi modelli emergenti di sviluppo farmaceutico rispetto a quelli più tradizionali, il nuovo progetto collaborativo lanciato dalla Federazione europea dell’industria farmaceutica (Efpia) insieme allo European Patients’ Forum. Il consorzio coinvolge 34 diversi partner, sia pubblici che privati (tra cui organizzazioni di pazienti, agenzie regolatorie – tra cui l’italiana Aifa – università, organizzazioni non profit, piccole e medie imprese e associazioni industriali), ed è finanziato dalla Innovative Medicines Initiative (Imi) con l’obiettivo di coinvolgere maggiormente il paziente lungo l’intero ciclo di vita dei medicinali.

Coinvolgere il paziente nella ricerca biomedica

Il paziente al centro della rete degli attori della cura è il paradigma che negli ultimi anni è sempre più il riferimento per tutte le nuove iniziative di ricerca biomedica. Molti sono però ancora i gap da colmare per giungere ad un suo pieno coinvolgimento, sui quali lavorerà il progetto di qui all’agosto 2020 partendo dagli strumenti già a disposizione e costruendone di nuovi. Più in particolare, pazienti e ricercatori avranno la possibilità di accedere a un framework condiviso attraverso cui essere coinvolti nello stabilire le priorità di ricerca, nello sviluppo del disegno degli studi clinici e nel dialogo precoce con gli enti regolatori e di Hta.
Il primo passo in tal senso ha visto l’organizzazione del primo Open Forum on Patient Engagement in collaborazione con Eupati (European Patients’ Academy on Therapeutic Innovation) e Pfmd (Patient Focused Medicines Development). Altri due Open Forum sono già previsti per il futuro, ha annunciato il coordinatore del progetto Mathieu Boudes

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