In un momento in cui tutto muta talmente in fretta che la vera criticità è governare la velocità esponenziale del cambiamento, presente e futuro si fondono, sino a diventare una cosa sola. L’intelligenza artificiale si è insinuata così prepotentemente nella nostra realtà quotidiana – e inevitabilmente anche in tutto ciò che riguarda la nostra salute – da aver sconvolto in un tempo brevissimo le nostre vite, quasi senza darci il tempo di rendercene conto.

Che cos’è l’intelligenza artificiale?

Se di intelligenza artificiale (AI), la comunità scientifica iniziò a parlare già negli anni 50 del secolo scorso, è solamente nell’ultimo decennio che, grazie alla disponibilità delle graphic processing unit (GPU), si è assistito a una prorompente accelerazione di tale sviluppo tecnologico, fino alla recente realizzazione dei cosiddetti “chip neuromorfici”, microchip che integrano elaborazione dati e storage in un microcomponente in grado di emulare funzioni sensoriali e cognitive del cervello umano.
Pianificare, riconoscere immagini, suoni e pattern, comprendere un linguaggio, risolvere problemi… La strong AI, che identifica i “sistemi sapienti”, va oltre e consente non solamente di imitare processi di pensiero e capacità cognitive tipiche dell’uomo, ma anche di sviluppare un’intelligenza in modo autonomo, con modelli di apprendimento che sono passati dal Machine Learning – che allena l’AI affinché le macchine arrivino a essere autonome nello svolgimento di un compito o di un’attività, senza che questi siano preventivamente programmati – al Deep Learnig, ispirato alla struttura e al funzionamento della mente umana e che necessita appunto di reti neurali artificiali appositamente progettate e di capacità computazionale molto potente. Fantascienza? No, la Human Machine Interaction è già realtà e i sistemi di Nlp, Natual Language Processig, che permettono all’uomo di interagire con le macchine e viceversa sfruttando il linguaggio naturale, stanno evolvendo rapidamente.

Intelligenza artificiale e healthcare

E nel comparto salute? Dallo sviluppo di dispositivi medici indossabili all’utilizzo di pillole intelligenti con circuiti elettronici tatuati direttamente sulla singola forma farmaceutica, da applicazioni in campo diagnostico agli assistenti virtuali in sala operatoria o in reparti ospedalieri, dall’impianto di elettroceutici al drug delivery, il limite è solamente la creatività. Basta sfogliare le pagine del numero di giugno di NCF – e riflettere sul fatto che il Simposio Afi di quest’anno è incentrato proprio sulle “Trasformazioni in atto nel settore farmaceutico nell’era digitale” – per accorgersene. A quando il nostro digital twin?

01Health, il sito dove due mondi si incontrano

Una presentazione a questo punto è d’obbligo: approfitto dell’occasione per proporre ai lettori di NCF il progetto di comunicazione integrato del Gruppo Tecniche Nuove 01Health, facente perno sul sito 01health.it, nato con la finalità di creare una community H2H che consenta alle aziende del settore farmaceutico e medicale, a quelle del comparto tecnologico ICT, alle startup hi-tech, alle associazioni di categoria, alle università, ai centri di ricerca, ai medici e infine ai pazienti (attraverso le loro associazioni) – che di tutte queste tecnologie dovrebbero essere i principali beneficiari – di misurarsi e confrontarsi. L’invito è a seguirci, anche in questa avvincente sfida.

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