La Gran Bretagna investe sulla ricerca e la produzione nel campo dei vaccini con il lancio di Vax-Hub, un nuovo centro collaborativo che punta a riunire sotto un unico tetto università, industria e policy makers. La guida del centro sarà affidata a University College London (UCL) e Università di Oxford; l’iniziativa è la seconda del suo tipo in Gran Bretagna, dopo il Future Vaccine Manufacturing Hub lanciato a dicembre 2017 e che riunisce quattro diverse università sotto la guida dell’Imperial College.

La creazione di Van-Hub s’inserisce nel solco dei programmi lanciati dal governo inglese per fare del Regno Unito un leader globale in campo biofarmaceutico anche nel dopo-Brexit (si veda qui a proposito dell’analogo nuovo centro per la ricerca sulle piccole molecole creato in Scozia). Il nuovo hub sarà finanziato con 7 milioni di sterline da parte del UK Aid funding del Dipartimento della Salute, fondo che sarà gestito dall’Engineering and Physical Sciences Research Council (EPSRC). Tra i venticinque partner dell’iniziativa figurano anche grandi aziende farmaceutiche e multinazionali, come AstraZeneca, Pfizer, Merck, Sanofi International e GE, oltre ad enti pubblici e di ricerca tra cui UK BioIndustry Association, Public Health England, University of Leeds, Imperial College London e London School of Hygiene and Tropical Medicine.
Secondo quanto annunciato, la portata dell’iniziativa non si fermerà ai vaccini, ma le tecnologie e gli strumenti sviluppati all’interno di essa potranno essere applicati anche più in generale ai prodotti medicali destinati al territorio del Regno Unito.

Le cinque sfide principali

Al centro dell’attenzione della nuova struttura e dei suoi team multidisciplinari, che saranno in grado di seguire l’intera filiera dello sviluppo di un nuovo vaccino dalla ricerca alla produzione, vi sono quelle che l’iniziativa ha identificato come le cinque principali sfide nel campo dei vaccini: il tempo per arrivare a mercato, garantire forniture sul lungo periodo (in particolare per i vaccini più vecchi), la riduzione del rischio di fallimento nel passaggio tra tipologie diverse di vaccino, scala di produzione o localizzazione della stessa, riduzione dei costi, capacità di rispondere alle minacce di futuri episodi epidemici o pandemici.
La disponibilità e sostenibilità dei vaccini sono elementi chiave per riuscire a eradicare molte malattie, raggiungere i target di immunizzazione e rispondere alle epidemie, secondo Tarit Mukhopadhyay di UCL. “Molti vaccini sono prodotti con processi vecchi di 50-60 anni, che hanno portato a interruzioni nella fornitura nel Regno Unito e nei paesi sviluppati. Questo investimento creerà gli strumenti e nuove tecnologie produttive che modernizzeranno il processo di produzione dei vaccini, di modo che questi farmaci salvavita siano disponibili per tutti, indipendentemente dalle circostanze economiche”, a commentato Mukhopadhyay.

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