Si è tenuto a Torino il Techshare Day 2018, iniziativa del locale Politecnico che innova le modalità di trasferimento tecnologico mettendo a diretto contatto l’offerta di brevetti industriali prodotti dagli inventori che operano presso l’ateneo torinese con la domanda di innovazione del settore imprenditoriale. Gli incontri “one to one” tra inventori e investitori organizzati nel corso della gionata hanno permesso di approfondire vantaggi e applicazioni offerti dalle ventuno tecnologie selezionate dal Politecnico per partecipare all’iniziativa, che spaziano dall’ambito sanitario e biomedicale alla chimica, dalla fisica ai nuovi materiali e processi di lavorazione, fino a trasporti, energia e fonti rinnovabili, elettronica e sistemi di comunicazione, aerospazio e aviazione informatica.

La giornata si è completata con un momento di riflessione sul tema “Unicorni o formiche? Opportunità e rischi per chi fa impresa innovativa oggi”, in cui si sono discussi i possibili approcci all’imprenditorialità innovativa e ai possibili modelli che l’università può adottare per ottenere risultati di qualità. “Le università italiane sono sempre più un punto di riferimento per le imprese per quanto riguarda la capacità di valorizzare i risultati della ricerca. L’unicità del Techshare Day sta proprio nella possibilità di incontrare personalmente gli inventori e scambiarsi direttamente opinioni e informazioni”, ha dichiarato Giuliana Mattiazzo, vice-rettrice al Trasferimento tecnologico del Politecnico di Torino.

I brevetti del settore sanitario e biomedicale

Il settore dell’healthcare e delle tecnologie medicali ha visto la presentazione di sette diversi progetti, che spaziano su diversi ambiti applicativi.

Omnidermal, ad esempio, è un sistema per il monitoraggio delle ulcere cutanee in grado di acquisire e processare automaticamente le immagini attraverso un algoritmo di intelligenza artificiale. Classificato come dispositivo medico di classe 1, il sistema intende agire a supporto delle decisioni degli operatori sanitari, che possono così venire assistiti nell’identificazione della terapia più opportuna, con riduzione del rischio di complicazioni cliniche.

Aequip (Automated enhanced quantitative imaging in immunohistochemistry and pathology) è un altro sistema di valutazione “intelligente” delle sezioni istologiche pensato per l’industria medica, e in particolare per l’anatomia patologica, che supporta l’estrazione automatica di tutti i parametri utili al patologo per definire diagnosi accurate per il paziente.

Trojan Nano Horse è un nuovo nanocostrutto multifunzionale costituito da un rivestimento biomimetico e non immunogenico derivante da cellule tumorali e da un cuore terapeuticamente attivo in grado di generare specie tossiche mirate contro cellule tumorali bersaglio. Presenta inoltre capacità di effettuare diagnostica per immagine della zona interessata al trattamento.

Decrescita Cellulare in Vitro è un progetto in cui un campo elettromagnetico – generato da quattro solenoidi che avvolgono i pozzetti contenenti le cellule – consente il controllo del trasporto ionico e del relativo potenziale di membrana, il pH e lo scambio termico tra sistema cellulare e ambiente. Il sistema si propone di controllare il processo metabolico delle cellule cancerose, anomalo rispetto a quello delle cellule normali, rendendolo reversibile.

Ecg Watch sembra comune orologio da polso, in realtà è un dispositivo in grado di rilevare un elettrocardiogramma, visualizzarlo su smartphone e trasmetterlo al centro di assistenza cardiologica. Il tutto senza contatti adesivi o fili: l’analisi può essere effettuata anche in piedi, senza necessità di spogliarsi. L’applicazione su smartphone che riceve l’ecg segnala anche la frequenza cardiaca ed è in grado di rilevare una fibrillazione atriale.

L’esoscheletro robotizzato per la riabilitazione degli arti inferiori P.I.G.R.O. è stato pensato per i pazienti con esiti di lesioni del sistema nervoso centrale. Facilmente trasportabile e progettato per integrare al meglio i movimenti attivi del paziente e la percezione passiva del movimento imposto, può essere utilizzato in completa sospensione o a terra senza treadmill, una novità nell’ambito della riabilitazione robotizzata.

La Carrozzina montascale a locomozione ibrida è dedicata alle persone disabili o con ridotta mobilità, i cui spostamenti sono spesso limitati dalla presenza di barriere architettoniche. La tecnologia proposta permette di superare autonomamente ostacoli, singoli scalini o intere rampe di scale, in maniera efficace e sicura. La carrozzina permette anche di muoversi facilmente nello spazio urbano, sia in piano per i normali spostamenti quotidiani, sia all’interno di edifici.

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