L’Italia è ancora leader in Europa nel CDMO (Contract Development and Manufacturing) farmaceutico. La conferma viene dallo studio Prometeia (azienda di consulenza, sviluppo software e ricerca economica), giunto quest’anno alla sua terza edizione. Se è parlato del conto terzi farmaceutico ad ottobre a Milano in occasione di un evento promosso da Farmindustria. Una bella realtà italiana che oggi ha fatto una scelta green.

CDMO: il primato italiano

I dati di bilancio confermano l’Italia al primo posto nell’Unione Europea per valore della produzione nel CDMO farmaceutico. Con 1,9 miliardi di euro supera la Germania (1,7 mld €) e la Francia (1,5 mld €). L’evoluzione dal 2010 al 2016 mostra un rafforzamento della leadership a livello europeo, con una quota sul totale salita dal 22% al 24% e il contributo alla crescita più elevato tra tutti i Paesi (511 milioni di € su un totale di 1.620, 32%).
Lo sviluppo del CDMO in Italia è trainato dalle vendite all’estero, che rappresentano il 74% del fatturato. Quasi il 90% dell’export è diretto a mercati evoluti: Europa, USA o Giappone. Nel 2017, rispetto al 2016, il valore della produzione del CDMO farmaceutico in Italia è cresciuto del 14%, ben più della media manifatturiera (+4%), soprattutto per lo sviluppo dei segmenti produttivi a maggiore complessità (+20%) e grazie alla vivacità delle esportazioni (+23%).
Questi dati confermano che il CDMO farmaceutico in Italia sta intercettando la domanda mondiale e rafforza la sua competitività su tipologie di produzione a maggior valore aggiunto.

CDMO: un comparto a cultura green

Oltre all’analisi dei dati di bilancio e delle performance del settore, l’indagine ha approfondito anche il rapporto fra CDMO e sostenibilità ambientale. Secondo l’indagine di Prometeia l’8% degli investimenti totali del conto terzi sono in protezione dell’ambiente, circa il doppio della media dell’industria. Il 50% di questi dedicati all’abbattimento dell’inquinamento e l’altro 50% alle tecnologie pulite o “tecnologie integrate”(rispetto a una media manifatturiera del 32%). Si tratta di attrezzature e impianti che abbattono o riducono alla fonte l’impatto dell’inquinamento.

La quasi totalità delle imprese ha pianificato ulteriori investimenti in tecnologie a minor impatto ambientale nel prossimo futuro, in particolare nell’adattamento degli impianti esistenti, ma anche nell’acquisto di nuovi.

Investimenti per la sostenibilità ambientale

Investimenti e spese in protezione dell’ambiente hanno prodotto rilevanti effetti positivi in termini di efficienza della produzione e di sostenibilità ambientale. I dati mostrano infatti come tra il 2010 e il 2017 i consumi di energia e acqua siano, in rapporto alla produzione, in netto calo. -44% il consumo medio di acqua; -22% i consumi medi energetici.

Tra le tecnologie adottate dalle aziende vi sono gli impianti di cogenerazione (cioè impianti che producono contemporaneamente energia termica ed elettrica. Questi portano vari vantaggi: riduzione delle emissioni in atmosfera al recupero dell’energia termica non utilizzata, a una maggiore efficienza energetica), impianti frigoriferi (chiller) a minor impatto energetico, sistemi fotovoltaici, utilizzo di tecnologie LED.

 

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