Bayer Healthcare annuncia che, a seguito delle evidenze scientifiche di efficacia e sicurezza mostrate dallo studio X-VeRT, la scheda tecnica di rivaroxaban è stata aggiornata includendo il trattamento di pazienti sottoposti a cardioversione elettrica, per i quali rappresenta l’unica alternativa efficace e ben tollerata, rispetto agli antagonisti della vitamina K nella protezione del rischio ictus.
Rivaroxaban in monosomministrazione giornaliera è, ad oggi, l’unico nuovo anticoagulante orale a poter essere utilizzato in questa tipologia di pazienti (sia naive alla terapia anticoagulante sia in terapia con rivaroxaban o altro anticoagulante), per il quale sono disponibili precise indicazioni per l’impiego sia nella cardioversione immediata (guidata da Ecografia Trans-Esofacgea – TEE) sia in caso di cardioversione ritardata.
Rivaroxaban è in grado di offrire ai pazienti con fibrillazione atriale un’efficace protezione antitrombotica prima, durante e dopo la procedura di cardioversione elettrica, riducendo il rischio di instabilità della scoagulazione e consentendo interventi elettivi di cardioversione.

Il trattamento dei pazienti sottoposti a cardioversione elettrica è stato inclusio nelle indicazioni di rivaroxaban
Il trattamento dei pazienti sottoposti a cardioversione elettrica è stato inclusio nelle indicazioni di rivaroxaban

La cardioversione è una procedura che viene praticata comunemente, in pazienti con fibrillazione atriale, per ripristinare il ritmo sinusale (o farmacologicamente o mediante una scossa elettrica). Senza adeguata terapia anticoagulante i pazienti sottoposti all’intervento rischiano complicanze tromboemboliche, con percentuali di rischio di ictus del 5-7%. È evidente, pertanto, la necessità di una terapia anticoagulante costantemente efficace, per prevenire la formazione di trombi che ne mettono a rischio la vita, prima, durante e dopo l’intervento. “La prassi fino ad oggi è stata l’utilizzo di anticoagulanti orali classici, come il warfarin – precisa Riccardo Cappato del Centro di Aritmologia Clinica ed Elettrofisiologia dell’Università di Milano, IRCCS Policlinico San Donato, di San Donato Milanese e Co-Principal Investigator dello studio X-VeRT – che però presentava tutti i vincoli legati a questa tipologia di trattamento in termini di flessibilità e maneggevolezza, adesso superati dalla strategia terapeutica con rivaroxaban”.

Lo Studio X-VeRT
X-VeRT è il primo studio prospettico su rivaroxaban in pazienti con fibrillazione atriale sottoposti a cardioversione, con l’intento di fornire informazioni importanti sull’utilità e i vantaggi pratici nella cardioversione immediata e ritardata, rispetto agli antagonisti della vitamina K. Lo studio X-VeRT fa parte del vasto programma di valutazione di rivaroxaban in corso su oltre 275.000 pazienti, tra studi clinici e real life.

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