L’efficacia di certolizumab pegol per l’artrite reumatoide è stata valutata in uno studio di confronto con adalimumab.

artrite reumatoide
Lo studio Exxelerate ha dimostrato che ‘efficacia di certolizumab pegol per l’artrite reumatoide è sovrapponibile a quella di adalimumab, entrambi in associazione con metotressato

UCB ha annunciato i risultati preliminari dello studio Exxelerate, progettato per confrontare certolizumab pegol (Cimizia®) con adalimumab (Humira® di Abbott), entrambi in associazione con metotressato, in termini di efficacia a breve e a lungo termine nel trattamento dell’artrite reumatoide.

Lo studio è stato completato in quanto gli endpoint primari per la superiorità non sono stati raggiunti: la risposta ACR20 a tre mesi e il raggiungimento di una bassa attività di malattia a due anni sono stati numericamente sovrapponibili nei due gruppi di trattamento.

Il profilo di sicurezza nell’arco dei due anni, compresi gli eventi avversi seri e le infezioni gravi, è risultato paragonabile tra i due gruppi.

Certolizumab pegol per l’artrite reumatoide e per le altre indicazioni

Certolizumab pegol è un frammento Fab’ di anticorpo ricombinante umanizzato diretto contro il fattore di necrosi tumorale alfa (TNFα) espresso in Escherichia coli e coniugato con polietilenglicole (PEG).

Certolizumab pegol ha un’alta affinità per il TNF-alfa umano e ne neutralizza selettivamente gli effetti fisiopatologici. 

TNF-alfa è una citochina che riveste un ruolo chiave nella mediazione dell’infiammazione patologica. La produzione di TNF-alfa in eccesso è direttamente implicata in un’ampia varietà di malattie.

Cimzia è una soluzione iniettabile sviluppata da UCB per il trattamento della malattia di Crohn, della spondiloartrite assiale, dell’artrite reumatoide e dell’artrite psoriasica.

La Food and Drug Administration (FDA) ha approvato Cimzia per ridurre i segni e i sintomi della malattia di Crohn e mantenere la risposta clinica in pazienti adulti affetti da malattia di Crohn da moderatamente a gravemente attiva che hanno avuto una risposta inadeguata alla terapia convenzionale e per il trattamento di adulti con artrite reumatoide da moderatamente a gravemente attiva. Cimzia in combinazione con MTX, è stato approvato in Europa per il trattamento di AR attiva da moderata a grave in pazienti adulti non adeguatamente responder ai farmaci antireumatici modificanti la malattia (DMARD), tra cui MTX. Cimzia può essere somministrato come monoterapia in caso di intolleranza al MTX o quando il trattamento continuato con MTX non è appropriato.

Cimzia è stato studiato in 2367 pazienti con AR in studi controllati e in aperto per un massimo di 57 mesi. Le reazioni avverse comunemente riportate (1-10%) in studi clinici e post-marketing sono stati infezioni virali, infezioni batteriche, eruzioni cutanee, mal di testa , astenia, leucopenia, eosinofila, dolore in altri siti, piressia, anomalie sensoriali, ipertensione, prurito in altri siti, aumento degli enzimi epatici, reazioni al sito di iniezione. Reazioni avverse gravi comprendono la sepsi, infezioni opportunistiche, tubercolosi, herpes zoster, linfomi, leucemie, tumori di organi solidi, edema angioneurotico, cardiomiopatie, disturbi coronarici ischemici, pancitopenia, ipercoagulazione, malattie cerebrovascolari, vasculitii, epatiti, epatopatie, nefropatie.

Lo studio Exxelerate su certolizumab pegol per l’artrite reumatoide vs adalimumab

Lo studio Exxelerate ha valutato l’efficacia a breve e a lungo termine di certolizumab pegol (Cimizia) più metotressato (MTX) rispetto ad adalimumab (Humira) più metotressato nei soggetti adulti con artrite reumatoide (AR) da moderata a grave, la cui risposta al trattamento con MTX in monoterapia fosse risultata inadeguata.

Si è trattato di uno studio di superiorità testa a testa tra due farmaci anti-TNF; multi-centrico, in singolo cieco, randomizzato, a gruppi paralleli ai quali sono stati somministrati rispettivamente certolizumab pegol più MTX o adalimumab più MTX.

Gli endpoint primari per la superiorità (percentuale di soggetti che soddisfano i criteri dell’American College of Rheumatology 20% (ACR20) alla settimana 12 e percentuale di soggetti che hanno una velocità di eritrosedimentazione (DAS28 [VES]) ≤ 3,2 alla settimana 104) non sono stati raggiunti, in quanto i risultati hanno dimostrato che la percentuale di risposta dei pazienti in trattamento con certolizumab pegol e adalimumab è stata numericamente sovrapponibile. Questi risultati hanno dimostrato che la percentuale di pazienti che ha raggiunto la risposta ACR20 a tre mesi è stata di 69,2% e 71,4% rispettivamente per Cimizia e Humira. Inoltre, la percentuale di pazienti che ha raggiunto uno stato di bassa attività di malattia (LDA: Low Disease Activity) a due anni è stata 35,5% e 33,5% rispettivamente per Cimizia e Humira.

«Abbiamo condotto Exxelerate per comprendere meglio, sia nel breve che nel lungo periodo, l’effetto di una strategia Treat to Target per il trattamento del paziente, in linea con la mission di UCB di fornire soluzioni terapeutiche che portino un miglioramento significativo nella vita dei pazienti e che sostengano la valutazione precoce della risposta, garantendo un cambiamento di terapia per quei pazienti che non rispondono a tre mesi. Siamo molto soddisfatti del beneficio fornito ai pazienti naïve al biologico e del livello di risposta osservato nel valutare il passaggio diretto da una terapia ad un’altra sempre con anti-TNF. Il valore che Cimizia può portare ai pazienti come farmaco biologico in prima linea è fortemente sostenuto da tutti i risultati di efficacia e di sicurezza, tra cui l’osservazione che più della metà dei pazienti che hanno inizialmente risposto al trattamento con Cimizia ha raggiunto una bassa attività di malattia e in più di un terzo di questi pazienti la bassa attività di malattia è stata mantenuta nel corso dei due anni di trattamento» ha detto Emmanuel Caeymaex, Head dell’iPVU (Immunology Patient Value Unit) in UCB.

Per la popolazione inclusa nello studio (n = 915), il profilo di sicurezza nei due anni, compresi gli eventi avversi seri e le infezioni gravi, è paragonabile tra i due farmaci. I pazienti che non hanno risposto al trattamento iniziale fino a tre mesi hanno cambiato immediatamente trattamento, senza periodo di wash-out (i pazienti che passano da Humira a Cimizia hanno ricevuto la dose di carico di 400 mg alla settimana 0, 2 e 4). Nei pazienti esposti al cambio della terapia non si sono riportate infezioni gravi nel periodo successivo in entrambi i gruppi di trattamento. Grazie al rispetto del rigoroso processo di sperimentazione clinica e all’applicazione di controlli appropriati per prevenire la riattivazione della tubercolosi (TB), un solo caso di infezione da TBC si è verificato durante i due anni dello studio.

«Questo studio fornisce più di una semplice valutazione di efficacia e sicurezza dei due farmaci anti-TNF. Questo studio può anche aiutare a migliorare la nostra comprensione dei potenziali fattori predittivi di risposta a ciascun farmaco e aiutare ad identificare i veri pazienti non-responder primari ad una terapia anti-TNF. È anche la prima analisi prospettica del principio Treat to Target, che analizza l’efficacia e la sicurezza a breve e lungo termine nei pazienti naïve ai biologici ai quali viene somministrata una terapia con un secondo anti-TNF non avendo risposto ad un primo anti-TNF alla settimana 12» ha dichiarato Josef S. Smolen, Department of Medicine, Division of Rheumatology, Medical University of Vienna, Austria.

Iris Loew-Friedrich, Chief Medical Officer e executive vice president in UCB ha commentato «I dati raccolti nello studio Exxelerate forniranno preziose informazioni di carattere scientifico su diverse popolazioni di pazienti, tra cui i pazienti non-responder agli anti-TNF. Potenzialmente ci aiuteranno a comprendere il ruolo di parametri e bio-marker clinici per l’identificazione della miglior terapia per ogni paziente. Aiuteranno altresì medici e pazienti nel prendere decisioni appropriate in merito al trattamento».

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