Tra i disturbi posturali, il mal di schiena è il più comune e colpisce occasionalmente oltre la metà degli italiani. Il 76% dichiara di aver sofferto di un qualche fastidio articolare o muscolare negli ultimi sei mesi.

I disturbi posturali e il mal di schiena
Il mal di schiena colpisce occasionalmente oltre la metà degli italiani

Un’indagine condotta da Human Highway per Assosalute (Associazione nazionale farmaci di automedicazione, parte di Federchimica) nel mese di novembre 2018 ha indagato come gli italiani gestiscono i disturbi posturali. Tra essi, il mal di schiena emerge come il sintomo principale: affligge il 50,9% degli intervistati.

Il mal di schiena risulta essere un disturbo trasversale a tutte le età con una leggera prevalenza nelle donne.

Seguono il dolore a:

  • collo al 32% (in stretta relazione con la schiena),  tipici delle fasce centrali d’età, vessate dal lavoro alla scrivania,
  • gambe (23%),
  • spalle (20%),
  • braccia (15,2%).

I dolori alle articolazioni cominciano a farsi sentire dopo i 55 anni.

Il lavoro è la prima causa cui si addebitano i dolori posturali: le posture scorrette che si assumono durante le ore lavorative sono per il 43% degli intervistati la causa principale dei fastidi all’apparato muscolo-scheletrico.

Stare al computer per numerose ore consecutive e una postura obbligata mantenuta per molto tempo possono, infatti, determinare facilmente l’insorgenza di disturbi da “sovraccarico” o da “compressione” e generare contratture dolorose.

Tuttavia, “stare dritti” è sempre più un problema anche nel tempo libero. Avere sempre il telefono in mano, per esempio, può minare la salute dello scheletro già dall’adolescenza.

Gli smartphone hanno certamente trasformato la nostra vita ma, allo stesso tempo, stanno trasformando la nostra postura, costringendo i nostri corpi in quello che il fisioterapista neozelandese Steve August definisce iGobba (‘iHunch’). Una posizione innaturale che viene assunta più volte al giorno, tante quante sono le volte che controlliamo il telefono, e che può avere conseguenze per la nostra salute.

In media, la testa di un adulto pesa tra i 4,5 e i 5 chilogrammi. Quando incliniamo il capo in avanti di 60 gradi – come si fa quando si legge qualcosa sullo smartphone – il peso cui viene sottoposto il collo è pari a circa 27 chilogrammi. Questo atteggiamento può generare rigidità del collo o delle spalle, mal di schiena e mal di testa oltre a determinare, nel tempo, una postura scorretta.

Alla lunga, infatti, una postura sbagliata può incidere sulla meccanica del movimento e può creare problemi a livello della cartilagine e delle articolazioni. Bisognerebbe, quindi, agire d’anticipo.

«Di solito i primi sintomi di uno squilibrio posturale non sono dolorosi o allarmanti –commenta Roberto Pozzoni Medico specialista in Ortopedia e Traumatologia – Non ci sono delle tempistiche predefinite per stabilire il momento in cui la situazione si aggraverà: mesi o anni, dipende dal protrarsi della condizione di squilibrio posturale e dall’età del soggetto. Nonostante siano numerosi i disturbi conseguenza di difetti posturali non sempre è così immediata l’identificazione della causa per quanto esistono campanelli d’allarme che devono portare al controllo del medico, come, ad esempio, l’asimmetria del movimento, o vizi torsionali accompagnati da riduzione del movimento articolare».

Altre cause dei disturbi posturali e del mal di schiena

Oltre al lavoro, gli intervistati indicano come cause dei disturbi posturali i fattori climatici (28,5%), l’età (23,8%) e la sedentarietà (22,7%).

A essi si aggiungono i chili di troppo, i pesi da portare, le pulizie di casa e le scarpe scomode.

La prevenzione dei disturbi posturali

Per prevenire e affrontare i disturbi posturali è importante guardarsi e dare ascolto al proprio corpo. Il 60,8% degli intervistati ritiene che,per evitare di incorrere in frequenti ricadute, basterebbe osservare un corretto stile di vita e svolgere più attività fisica.

«Osservare l’allineamento del corpo, o quanto un vestito calzi diversamente sul proprio corpo – nota Roberto Pozzoni – può aiutare a capire che potenzialmente esiste un vizio posturale. In età adulta scoliosi trascurate possono essere causa di importanti disturbi funzionali e alterazioni anatomiche derivanti da vizi posturali possono essere causa di intervento chirurgico. Osservarsi nella quotidianità praticare esercizio fisico, seguire norme comportamentali “simmetriche” cambiando spesso la posizione durante l’attività lavorativa ed eseguire semplici esercizi di stretching possono prevenire i disturbi da postura sbagliata».

Inoltre, utilizzare scarpe “belle” ma scomode tutti i giorni, trasportare carichi pesanti lontano dal busto, flettere la schiena per sollevare oggetti da terra sono tre delle molteplici cose da non fare per aiutare il nostro corpo a mantenere una corretta postura ed evitare la comparsa di fastidi e dolori.

Trattamento del dolore dovuto a disturbi posturali

I farmaci di automedicazione rappresentano strumenti terapeutici molto utilizzati per la gestione dei disturbi all’apparato muscoloscheletrico: il 43,5% di chi ha questo tipo di fastidi ricorre ai farmaci da banco.

«I farmaci da automedicazione ad azione antinfiammatoria e antidolorifica possono giocare un ruolo importante nella gestione del dolore e nel controllo delle contratture muscolari antalgiche – conclude Roberto Pozzoni – Infatti, possono essere utilizzati per contrastare gli inizi della sintomatologia, anche nelle persone che manifestano i sintomi con ricorrenza e ai quali è già stata fatta diagnosi medica».

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