Secondo i dati ISPRA, l’industria chimica italiana produce circa il 5% (4 milioni di tonnellate) dei rifiuti speciali prodotti ogni anno (80 milioni di tonnellate, al netto dei rifiuti da costruzione). Quantità importanti, che richiedono di essere gestite in un’ottica sempre più votata al riciclo e al riuso, secondo i nuovi modelli di economia circolare e sostenibilità ambientale che rappresentano i cardini portanti della nuova stagione di politiche europee.

L’Italia continua a essere caratterizzata, a questo riguardo, da un panorama ancora molto frammentato a livello di impianti e tecnologie per lo smaltimento dei rifiuti industriali, pericolosi e non. Per rispondere alle importanti sfide in tema di sostenibilità del ciclo dei rifiuti poste dal Green Deal europeo, è invece importante per le aziende del comparto chimico-farmaceutico mettere a punto un approccio integrato al problema. Quest’ultimo va analizzato a tutto tondo, con l’obiettivo di superare la prospettiva limitata della raccolta e smaltimento dei rifiuti per passare a una visione più ampia, in grado di generare nuovo valore per le aziende attraverso l’integrazione con le fasi di riciclo e valorizzazione delle materie prime seconde. Tale valore può venire documentato all’interno dei programmi di responsabilità sociale d’impresa in campo ambientale; ne è un esempio il programma Responsible Care di Federchimica, a cui nel 2020 hanno aderito il 65% delle industrie chimiche italiane.

Servizi integrati a garanzia della catena della sostenibilità

Perseguire questi scenari sfidanti richiede alle aziende del comparto chimico-farmaceutico un’attenta valutazione sulla scelta dei fornitori a cui affidare i servizi di gestione dei rifiuti. L’integrazione e l’ottimizzazione della catena del valore, infatti, favorisce scelte in grado di garantire, da un lato, l’accesso diretto a tutte le diverse tipologie d’impianti di trattamento necessari rispetto allo specifico mix di rifiuti da gestire, dall’altro, il possesso di comprovate competenze anche sul piano della comprensione e gestione regolatoria e documentale di tutti i processi a essi affidati, al fine di assicurarne trasparenza e compliance al dettato normativo.

Le prospettive di sostenibilità del riciclo dei rifiuti industriali, sono state affrontate dal white paper “Soluzioni ambientali sostenibili per i rifiuti del comparto chimico-farmaceutico“. Il documento offre un riepilogo dei dati principali sul ciclo dei rifiuti industriali in Italia e delinea i principali programmi di responsabilità sociale in campo ambientale sviluppati dalle associazioni industriali del settore chimico e farmaceutico, a livello nazionale ed europeo.

Uno studio di caso descrive l’esperienza concreta del Gruppo Herambiente e della sua controllata Herambiente Servizi Industriali (HASI), che – con i suoi sedici poli impiantistici dedicati al trattamento delle diverse tipologie di rifiuti industriali, a cui si aggiungono altri servizi a valore aggiunto in campo ambientale – rappresenta una realtà leader in Italia per la gestione integrata del ciclo dei rifiuti in campo chimico-farmaceutico.

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