Il Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), nella seduta del 28 gennaio, ha autorizzato l’accesso gratuito al farmaco Kaftrio (ivacaftor/tezacaftor/elexacaftor) in associazione con Kalydeco (ivacaftor) per tutti i malati di fibrosi cistica che rispondono alle nuove indicazioni autorizzate da EMA per i modulatori del gene CFTR. 

Su alcuni di questi farmaci, come quelli per la fibrosi cistica, c’era molta attesa da parte dei pazienti ha commentato il presidente di AIFA, Robert Nisticòe siamo lieti che l’impegno dell’Agenzia nel confronto con l’azienda abbia consentito di concludere positivamente l’iter di negoziazione, essendo nostra priorità mettere a disposizione dei cittadini i medicinali essenziali. Chiaramente è responsabilità dell’AIFA far sì che i costi di queste nuove terapie siano sostenibili per il Servizio sanitario nazionale. Per questo è fondamentale valutare l’innovazione in funzione del suo reale valore aggiunto per i pazienti e in un’ottica di investimento per il sistema sanitario nel suo complesso. Farmaci che modificano radicalmente la storia di una patologia e contribuiscono ad aumentare l’aspettativa di vita in condizioni di salute migliori, sono anche una risorsa per il Ssn perché consentono ad esempio di ridurre l’impatto dei costi di ospedalizzazione e di tutti quei trattamenti che si rendono necessari per fronteggiare le complicanze frequenti e gravi cui vanno incontro i pazienti a causa di queste malattie”.

I farmaci approvati dal CdA di AIFA

Il farmaco per la fibrosi cistica era già rimborsato in Italia per i pazienti a partire dai 2 anni di età con le mutazioni più comuni, che interessano circa l’80% dei malati (oltre 3 mila in Italia, secondo le stime). Con l’estensione delle indicazioni anche alle mutazioni più rare, anche la quasi totalità dei malati non ancora inclusi nella rimborsabilità (circa 1.600) potranno accedere al farmaco. La decisione, molto attesa dai pazienti, è stata possibile grazie all’importante sconto (confidenziale) ottenuto dall’Agenzia sul prezzo proposto dall’azienda all’inizio della negoziazione, a luglio 2025.

La fibrosi cistica è una malattia genetica rara e progressiva che colpisce soprattutto l’apparato respiratorio e quello digerente. É dovuta al gene mutato CFTR (Cystic Fibrosis Transmembrane Regulator), che determina la produzione di muco eccessivamente denso. Ciò provoca la chiusura debronchi, portando a infezioni respiratorie ripetute; il muco  ostruisce anche il pancreas impedendo la corretta digestione e assimilazione del cibo. I farmaci modulatori della proteina CFTR, come Kaftrio e Kalydeco, agiscono sulla funzionalità respiratoria, migliorando significativamente la qualità di vita dei pazienti. Il CdA ha anche ammesso alla rimborsabilità Alyftrek (vanzacaftor/tezacaftor/deutivacaftor), un altro modulatore CFTR di nuova generazione per la fibrosi cistica, somministrabile in due compresse da assumere una volta al giorno in pazienti di età pari o superiore a 6 anni. 

Gli altri farmaci autorizzati

Il via libera del Consiglio di Amministrazione ha riguardato complessivamente due farmaci orfani, due nuove molecole, sette generici, tre biosimilari e cinque estensioni di indicazione terapeutica. Il secondo farmaco orfano è Lyvdelzi (seladelpar), indicato per il trattamento della colangite biliare primaria. Sono stati ammessi alla rimborsabilità anche gli anticorpi monoclonali Alhemo (concizumab), per la profilassi di routine degli episodi emorragici in pazienti con emofilia A o B, e Andembry (garadacimab), per la prevenzione di routine degli attacchi ricorrenti di angioedema ereditario.

Saranno rimborsati dal Servizio sanitario nazionale anche altri due biosimilari di aflibercept (Baiama e Eydenzelt), il farmaco per la degenerazione maculare neovascolare correlata all’età, oltre al golimumab (Gobivaz), anticorpo monoclonale utilizzato per il trattamento di forme moderate e severe di artrite reumatoide, artrite psoriasica e spondilite anchilosante e colite ulcerosa. Saranno ammessi alla rimborsabilità anche i primi generici di nintedanib (Nintedanib Teva e Viatris, Nipfilan, Puqod) e di nintedanib esilato (Nintedanib Accord e Sandoz), indicati per il trattamento della fibrosi polmonare idiopatica e di malattie interstiziali polmonari, e dell’antiepilettico brivaracetam (Brivaracetam Teva).

Il CdA ha infine autorizzato altre estensioni di indicazione terapeutica a carico del Ssn, in particolare riferite ai farmaci Fabhalta (iptacopan), per il trattamento della glomerulopatia da C3, una rara e grave malattia renale; Jivi (fattore VIII), per il trattamento e la profilassi delle emorragie nei pazienti precedentemente trattati, di età maggiore o uguale 7 anni, con emofilia A; e Kisqali (ribociclib), per il cancro della mammella in fase iniziale.