Lo scorso 9 gennaio il Coreper, l’organismo che riunisce i rappresentanti permanenti dei governi presso l’Unione Europea, ha dato il via libera formale all’accordo tra UE e Paesi del Mercosur. L’Italia ha espresso voto favorevole a un’intesa articolata in 23 capitoli e 21 allegati, che coinvolge Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay e interessa un mercato potenziale di oltre 700 milioni di consumatori. Tra i pilastri dell’accordo UE–Mercosur assume un ruolo centrale il dialogo su veterinaria, sanità animale e sicurezza alimentare, con l’istituzione di un sottocomitato dedicato alla filiera agroalimentare.
Il nuovo organismo nasce con l’obiettivo di favorire il confronto tecnico e scientifico tra le parti, senza compromettere l’autonomia decisionale delle singole istituzioni nazionali. Il perimetro di intervento riguarda ambiti strategici come sicurezza alimentare, salute e benessere animale e contrasto alla resistenza antimicrobica (AMR). Il dialogo si inserisce in un quadro di cooperazione strutturata che punta a una convergenza progressiva degli standard, mantenendo le specificità normative dei diversi sistemi.
Benessere animale, AMR e One Health
Un aspetto qualificante dell’accordo riguarda il benessere animale, con il riconoscimento esplicito degli animali come esseri senzienti. In questo contesto, UE e Mercosur si impegnano a condividere competenze, buone pratiche e modelli regolatori lungo l’intero ciclo di vita dell’animale: dall’allevamento alla macellazione. L’approccio adottato non si limita all’armonizzazione formale delle norme, ma mira a promuovere standard operativi più elevati, coerenti con le politiche europee in materia di protezione animale.
La resistenza agli antibiotici (AMR) rappresenta uno dei fronti più delicati del confronto UE–Mercosur. Il dialogo punta a rafforzare un uso prudente e responsabile degli antimicrobici in ambito veterinario, in linea con le indicazioni delle principali organizzazioni internazionali, tra cui OMS e Codex Alimentarius. Il riferimento concettuale è quello della One Health, che integra salute umana, salute animale e tutela dell’ambiente in un’unica visione sistemica. La cooperazione in questo ambito è considerata strategica anche in chiave di prevenzione dei rischi sanitari globali.
Sul piano operativo, l’accordo rafforza la collaborazione scientifica per garantire elevati livelli di sicurezza degli alimenti e dei mangimi. Le parti prevedono:
- raccolta e condivisione costante dei dati
- scambio di valutazioni sul rischio
- confronto sui livelli massimi di residui (LMR)
- allineamento sulle normative fitosanitarie
L’obiettivo è costruire una base comune di conoscenze e criteri di valutazione, in grado di sostenere gli scambi commerciali senza compromettere la tutela della salute pubblica.
Immagine realizzata dalla Redazione con Chat GPT 5.2







