Il 28 marzo scorso un uomo giapponese di 60 anni, affetto da una forma di degenerazione maculare, è stato sottoposto a trapianto di cellule derivate da staminali (iPS) donate da un’altra persona. Si tratta del primo caso al mondo e rappresenta un grande passo avanti nella direzione di creare banche di cellule staminali eterologhe già pronte.

L’intervento chirurgico dovrà indicare la strada per ulteriori applicazioni della tecnologia relativa alle cellule iPS, che mette a disposizione la versatilità delle cellule staminali embrionali senza le loro implicazioni etiche. Le banche di cellule iPS provenienti da svariati donatori potrebbero rendere più semplice e conveniente il trapianto di cellule staminali.

Procedura terapeutica

Le cellule iPS vengono prodotte da cellule mature (es. cute), prelevate da un donatore. Esse vengono riprogrammate e riportate allo stato embrionale per essere successivamente sviluppate nelle cellule differenziate desiderate. Queste ultime, infine verranno impiegate in terapia.

In questo caso le cellule cutanee di un donatore anonimo sono state ricondotte a iPS, differenziate in cellule retiniche e poi trapiantate in un paziente affetto da una forma di degenerazione maculare senile destinata ad evolvere in cecità.

Antefatto

Nel settembre 2014, presso l’Ospedale Generale di Kobe City Medical Center, una donna giapponese fu sottoposta a un trapianto simile, ricevendo cellule retiniche derivate da cellule iPS. In questo caso però le iPS e le conseguenti nuove cellule retiniche provenivano da elementi cutanei prelevati alla stessa paziente. Un anno dopo la donna non aveva subito cali della vista e le nuove cellule introdotte erano intatte.

Accadde però che un trapianto successivo, previsto con le stesse modalità tecniche, fosse annullato. Infatti L’esame delle nuove cellule retiniche dimostrò la presenza di anomalie genetiche probabilmente legate all’età.

Per questo motivo il team di specialisti ha deciso di utilizzare cellule eterologhe. In base alle nuove normative ha chiesto l’approvazione al Ministero della Salute giapponese che l’ha concessa il primo febbraio scorso. Si tratta nello specifico di uno studio che comprende complessivamente 5 pazienti.

L’utilizzo di cellule iPS eterologhe, ovviamente, aumenta la possibilità di rigetto immunitario. Ma il premio Nobel Shinya Yamanaka, dell’Università di Kyoto, sostiene che le banche di cellule iPS dovrebbero essere comunque sufficienti per la maggior parte delle esigenze.

Prospettive e aspettative

Yamanaka sta costituendo una banca di iPS che fornirà cellule per trapianto sulla base di tre geni che codificano gli antigeni dei leucociti umani (HLA), proteine cellulari di superficie coinvolte nelle risposte immunitarie. Il suo iPS Cell Stock for Regenerative Medicine ha attualmente linee cellulari provenienti da un solo donatore. Ma entro il mese di marzo del 2018 spera di fornire linee cellulari HLA derivanti da 5-10 diversi donatori che dovrebbero soddisfare i bisogni del 30-50% della popolazione giapponese.

L’utilizzo di queste cellule già pronte potrebbe diffondere con facilità l’opzione del trapianto di cellule staminali in un’intera popolazione. L’esistenza di una banca simile permetterebbe un’immediata e molto più economica disponibilità del materiale per il trapianto invece di attendere i mesi necessari alla coltivazione delle cellule del paziente. Non rimane che attendere l’esito dello studio sui cinque pazienti per valutare meglio questa tecnica che è ancora agli inizi.

Per approfondire

Maculopatia degenerativa

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