Gli otto vincitori del Premio IFCC 2017

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Il prestigioso Premio IFCC-2017 riconosce le eccellenze della medicina di laboratorio e sarà quest’anno assegnato in occasione del 23esimo Congresso Internazionale di Chimica Clinica e Medicina di Laboratorio che si terrà a Durban (Sud Africa) a partire dal prossimo 22 ottobre. Non c’è medicina personalizzata senza il fondamentale supporto della medicina di laboratorio: la corretta diagnosi e la capacità di determinare l’esatto profilo biochimico del singolo paziente è, infatti, momento preliminare indispensabile per poter identificare l’approccio terapeutico più adatto, soprattutto nelle aree dei tumori e delle malattie metaboliche.

Il Premio IFCC 2017 sarà assegnato nel corso del 23esimo Congresso Internazionale di Chimica Clinica e Medicina di Laboratorio

Sono otto le categorie premiate, per le quali riportiamo di seguito i vincitori e un sunto delle motivazioni dei premi:

Prof. Yuk M. Dennis Lo (Hong Kong) – 2017 IFCC Distinguished Clinical Chemist Award

Pioniere nella diagnosi prenatale non invasiva, Lo è stato il primo a descrivere nel 1997 la presenza di alte concentrazioni di DNA fetale cell-free nel plasma materno. Il cambio di paradigma nella medicina materno-infantile determinato dalla sua scoperta ha portato nel corso di vent’anni allo sviluppo di nuovi test, più sicuri e meno traumatici per le donne in gravidanza e le loro famiglie. Il metodo sviluppato da Lo ha fornito una visione d’anteprima sulle potenzialità offerte dall’analisi del DNA nel plasma. Potenzialità che negli anni più recenti sono sfociate nello sviluppo delle tecniche di biopsia liquida per l’identificazione e il monitoraggio dei tumori, traslate anche in aree come le malattie autoimmuni e i trapianti.

Dr Jocelyn M. B. Hicks (United States) – 2017 IFCC Henry Wishinsky Award for Distinguished International Services

La dottoressa Hicks è stata una vera “ambasciatrice del mondo”: non ha solo contribuito alla promozione della chimica clinica e della medicina di laboratorio, ma ha anche apportato una visione unica del settore alla comunità mondiale. Unica donna a capo dell’IFCC nei suoi 65 anni di vita, Hicks contribuito grandemente all’affermarsi della Federazione e ha svolto una notevole azione a livello professionale all’interno di numerose società scientifiche (AACC, IFCC, NACB, CLSI, IAPLM), oltre ad aver operato anche a favore della formazione del personale dei paesi in via di sviluppo.

Prof Nader Rifai (United States) – 2017 IFCC Award for Distinguished Contributions in Education

Rifai è stato Editor-in chief della rivista scientifica Clinical Chemistry, ruolo nel quale ha sviluppato la funzione di strumento educativo del giornale e la sua diffusione internazionale. Rifai ha ideato anche molti altri programmi di formazioni e strumenti formativi, ed ha fondato il Clinical Chemistry Trainee Council, un’applicazione web di libero accesso per la formazione in medicina di laboratorio. Attento alle nuove tecnologie, da Editor dell’attuale edizione del Tietz Textbook of Clinical Chemistry ha innovato l’esperienza del libro inserendo dei link a strumenti di formazione online basati sul cloud.

Ass. Prof. Susan Branford (Australia) – 2017 IFCC Award for Significant Contributions in Molecular Diagnostics

Branford ha contribuito alla gestione dei pazienti affetti da leucemia mieloide cronica attraverso lo sviluppo di tecniche molecolari in grado di determinare la risposta al trattamento e le resistenza al farmaco. I suoi risultati correlano con l’esito terapeutico vissuto dal paziente e governano oggi le decisioni cliniche. Branford è stata anche tra i leader del movimento che ha lavorato alla standardizzazione internazionale dei metodi molecolari e al reporting su standard comuni, oggi diventi pratica di routine e inseriti nelle linee guida.

Dr Eleftherios Diamandis (Canada) – 2017 IFCC Distinguished Award for Laboratory Medicine and Patient Care

Diamandis ha svolto un ruolo di primo piano nella scoperta, validazione e implementazione dei biomarcatori tumorali per la diagnosi precoce, la prognosi e la predizione della risposta terapeutica. Ha lavorato all’identificazione e applicazione della proteomica, chiarendo l’azione della famiglia gene/enzima Kallikreina nello sviluppo umano, nella malattia e nella progressione tumorale. Gli sviluppi più recenti della sua ricerca si focalizzano sul’infertilità maschile, le malattie neurodegenerative e autommuni. Il lavoro del dr. Diamandis ha anche permesso lo sviluppo della divisione di Biochimica clinica dell’Università di Toronto ed è sfociato nello sviluppo commerciale di biomarker e test diagnostici.

Prof. Mathias M. Müller (Austria) – 2017 IFCC-Robert Schaffer Award for Outstanding Achievements in the Development of Standards for Use in Laboratory Medicine

In qualità di chairman della Divisione scientifica di IFCC e poi come suo presidente, Müller  ha contribuito alla promozione dei metodi e dei materiali di riferimento ed è stato responsabile per lo sviluppo dell’infrastruttura per l’adattamento dei principi metrologici alla medicina di laboratorio, tra cui anche gli accordi di collaborazione di IFCC con l’Institute of Reference Materials and Methods (IRMM) e il CLSI. Müller  ha anche svolto un’importante azione a supporto del Joint Committee for Traceability in Laboratory Medicine (JCTLM)

Dr Jack H. Ladenson (United States) – 2017 IFCC Distinguished Award for Contributions to Cardiovascular Diagnostics

Ladenson ha contribuito all’avanzamento della dignostica cardiovascolare e allo sviluppo di test diagnostici per l’infarto del miocardio e per altre malattie cardiache. Ha sviluppato il primo anticorpo monoclonale per la quantificazione di CK-MB, per molti anni il riferimento fondamentale per l’infarto del miocardio. Ladenson è stato anche il padre dell’anticorpo monoclonale e dell’immunoassay per la quantificazione della troponina I, il riferimento di ultima generazione per l’infarto miocardico che è incluso anche in alcuni test diagnositici approvati da FDA.

Dr Rojeet Shrestha (Nepal) – 2017 IFCC Young Investigator Award

La carriera di ricercatore di Shrestha è partita dalla caratterizzazione degli aspetti immunologici e molecolari delle patologie micobatteriche per poi focalizarsi sul miglioramento della diagnosi della lebbra, in collaborazione con il Centre for Diseases Control and Prevention (CDC). Autore di numerose pubblicazione scientifche, Shrestha ha ricevuto anche molti riconoscimenti per la sua attività di ricerca e opera attualmente come fellow della US National Academy of Clinical Biochemistry (NACB).

 

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