Gli Stati Uniti riprendono la ricerca pubblica sui virus pandemici letali

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Con una nota dei National Institutes of Health (NOT-OD-17-071, leggila qui) pubblicata sul sito dell’Nih il 19 dicembre, è stato rimosso il divieto di finanziare e condurre attività di ricerca sui virus letali. Sono stati ventuno i progetti di ricerca bloccati dalla moratoria posta nell’ottobre 2014, tra cui anche alcuni sui vaccini influenzali, secondo quanto riportato da Nature.
La decisione di rilanciare la ricerca pubblica sui virus letali fa seguito alle nuove direttive del Dipartimento della Salute del governo Usa in materia di ricerca sui potenziali patogeni pandemici (HHS P3CO Framework, scarica qui le linee guida). La pausa sul finanziamento di questo tipo di ricerca era stata istituita dall’amministrazione Obama e riguardava i progetti di ricerca ‘gain-of-function’ volti a conferire nuovi attributi a virus, quali quelli dell’influenza, della Middle East respiratory syndrome (Mers) e della Sars, che potrebbero così diventare più facilmente trasmissibili e avere un maggior grado di patogenicità.

Il governo Usa ha rimosso la moratoria sulla ricerca pubblica sui virus pandemici altamente patogeni

Una pausa per valutare rischi e benefici

Le attività di valutazione dei rischi e dei benefici insiti in questo tipo di manipolazione di vettori virali anche molto comuni, come quello dell’influenza, che sono state condotte da parte del governo Usa nei tre anni di pausa sono state alla base del nuovo HHS P3CO Framework appena annunciato, che risponde ai requisiti posti in essere dalla “Recommended policy guidance for departmental development of review mechanisms for potential pandemic pathogen care and oversight” del gennaio 2017 (la trovi qui).
Le disposizioni del nuovo Framework costituiscono da oggi la base per qualsiasi tipo di ricerca su agenti patogeni che rientrano nella definizione di ‘enhanced PPPs’, ovvero sono potenziali agenti patogeni pandemici (PPPs) ulteriormente potenziati per essere altamente trasmissibili in modo incontrollato nell’uomo, fortemente virulenti e che possono plausibilmente causare una significativa morbilità e/o mortalità.
Il processo di finanziamento della ricerca prevede ora da parte di uno Scientific Review Group (SRG) un’istruttoria sui progetti di ricerca che contemplano il ricorso a un enhanced PPP molto più severa. Istruttoria che deve essere basata su di un’analisi di rischio che prenda in considerazione anche il livello di sicurezza dei laboratori. Per poter rientrare nel campo applicativo dell’HHS P3CO Framework, il progetto deve arrecare benefici dimostrabili per la popolazione umana non conseguibili attraverso vie più sicure, requisito senza il quale la ricerca non potrà aver luogo. “Vogliamo un processo rigoroso, vogliamo essere sicuri che stiamo facendo il giusto”, ha dichiarato il direttore dell’Nih, Francis Collins, alla stampa statunitense.

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