Lo conferma la missione imprenditoriale di buyer indiani in Italia, organizzata da Ucima con il supporto del Ministero per lo sviluppo economico, come spiega Philippe Soldati, Resident Area Manager per Marchesini Group in India, al quale abbiamo chiesto quale sarà lo scenario futuro per le aziende italiane del settore

Pierluigi Altea

 

Philippe Soldati, Resident Area Manager per Marchesini Group in India

La missione imprenditoriale di buyer indiani in visita in Italia lo scorso dicembre, evento organizzato dall’Unione dei costruttori italiani di macchine automatiche per il confezionamento e l’imballaggio, grazie al supporto del Ministero per lo sviluppo economico e a Federmacchine, ha già portato buoni frutti. Se non altro, quello di avere dato un ulteriore spunto di riflessione sulle opportunità che il mercato indiano offre alle aziende italiane produttrici di macchine e tecnologie per il confezionamento e l’imballaggio primario e secondario di alimenti, bevande, cosmetici e farmaci. Basti pensare che nel 2011, ultimo dato disponibile, l’interesse per le tecnologie “made in Italy” ha generato un fatturato derivante dalle esportazioni italiane verso il gigante asiatico di 95 milioni di euro, con una crescita di oltre il 50% rispetto  all’anno precedente. Di qui l’idea di ospitare in Italia i top manager delle 15 aziende indiane, che insieme generano un giro d’affari di 7,5 miliardi di euro, per incentivare lo sviluppo di nuove relazioni commerciali. A fare da sfondo a questo scenario già di per sé incoraggiante, è l’andamento dell’economia indiana che, seppur non privo di ostacoli (carenze infrastrutturali, inefficienze nelle politiche energetiche e finanziarie, instabilità politica), è comunque in continuo sviluppo. Il terzo trimestre del 2012 si è chiuso con una crescita del Pil del 5,3, poco meno del trimestre precedente (5,5%), ma comunque più delle attese (5,2%). Un altro dato positivo riguarda la presenza in India di importanti aziende farmaceutiche: 15 dei 20 giganti farmaceutici infatti operano all’interno del Paese che sta registrando uno dei più alti tassi di crescita nel settore del farmaco, anche grazie al miglioramento delle infrastrutture del comparto sanitario e alla crescita del reddito procapite, con il conseguente miglioramento delle condizioni di vita di una parte della popolazione indiana. Le opportunità commerciali per le aziende italiane che operano nel settore del packaging farmaceutico, nonostante qualche zona d’ombra, sono dunque buone, come spiega Philippe Soldati, Resident Area Manager per Marchesini Group in India, che abbiamo incontrato all’indomani della missione imprenditoriale indiana in Italia.

Come si è conclusa la missione imprenditoriale dei buyer indiani in visita presso le aziende italiane del settore del packaging? Aver avuto la possibilità di accogliere la missione imprenditoriale dei buyer indiani è stata una vera opportunità, per la quale ringraziamo gli enti organizzatori e promotori: Ucima, il Ministero per lo sviluppo economico e Federmacchine. Scambiare idee, visioni tecnologiche e novità con i nostri clienti o potenziali clienti è sicuramente l’inizio di una partnership che le aziende italiane come Marchesini Group cercano di incentivare ormai da diversi anni.

In questo particolare momento storico, quali opportunità commerciali offrono l’India e i paesi dell’Est asiatico alle nostre aziende attive nel settore del packaging? Credo che il momento presenti ottime opportunità commerciali. Queste aree stanno vedendo una forte espansione dei consumi interni, nonché una sempre maggior integrazione nel mercato internazionale. La combinazione di questi due principali fattori si ripercuote in una sempre crescente domanda di macchinari capaci di raggiungere alte prestazioni in termini di produttività e in linea con gli standard qualitativi necessari per poter essere competitivi sul mercato internazionale. Va anche ricordato che nelle principali aziende asiatiche, il vantaggio che un tempo rappresentava la manodopera a basso costo sta costantemente diminuendo per vari motivi: il continuo e veloce aumento del costo del lavoro, gli svantaggi che il metodo di confezionamento manuale comporta in termini di qualità del prodotto finale e le conseguenti lamentele da parte del cliente finale, nonché le difficoltà nel gestire il grande numero di personale necessario a svolgere l’attività di packaging in modo non automatizzato.

Circoscriviamo l’ambito al confezionamento dei farmaci: qual è la situazione attuale? Cosa cercano le aziende straniere in Italia? Le aziende asiatiche cercano quello che trovano con difficoltà nel mercato locale, che tradurrei principalmente in alta produttività, tecnologia sofisticata per prodotti particolari e produttori riconosciuti e presenti nel mercato globale da diverso tempo.