Sono soprattutto i generici e i biosimilari – fa sapere AssoGenerici – a essere penalizzati dai ritardi nei pagamenti e dal payback. «Già all’indomani dell’approvazione in Consiglio dei Ministri della Legge di Stabilità – dice Enrique Häusermann,  presidente di AssoGenerici – avevamo fatto presente come il permanere del meccanismo del payback a carico delle aziende del generico – fatto che non esiste in nessun paese che attua questo meccanismo per il controllo della spesa – rischia di determinare l’uscita dal mercato dei produttori di equivalenti.

Ora è ancora più evidente come, con ritardi superiori ai 120 giorni nei pagamenti, molti si trovino a dover rifondere cifre non ancora percepite e, nel  caso delle aziende nostre associate, a causa di maggiori spese che non hanno contribuito a determinare». Un aspetto particolarmente evidente se si considera la spesa ospedaliera. «Come abbiamo già fatto notare più volte, se è poco sensato chiedere il payback per il superamento del tetto dell’ospedaliera, quando prezzo e quantità sono determinate esclusivamente dalla parte pubblica, lo è ancora di più chiederlo a chi produce biosimilari, notoriamente penalizzati dai meccanismi di gara adottati nella stragrande maggioranza delle Regioni. In pratica ci troviamo a rifondere una maggiore spesa che è determinata dai prodotti concorrenti – prosegue Häusermann. – Il biosimilare può contribuire più che significativamente al contenimento della spesa, ma attraverso una dinamica di concorrenza rispetto all’originatore, quella dinamica oggi impedita».AssoGenerici si augura che la Legge di Stabilità, nella sua forma definitiva, tenga conto della necessità di non penalizzare ulteriormente un settore produttivo che ha contribuito in modo determinate alla diminuzione della spesa sanitaria.

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