Si è fermato a Monza, dopo aver toccato Sesto Fiorentino, Bologna e Parma, il viaggio itinerante che Farmindustria sta conducendo lungo lo stivale. Nell’intervista a margine dell’evento, Massimo Scaccabarozzi, presidente dell’Associazione delle imprese del farmaco, ha commentato: «Produzione di Valore. L’industria del farmaco: un patrimonio che l’Italia non può perdere è un progetto che si propone di far conoscere il valore della produzione farmaceutica italiana. Senza le imprese del farmaco la produttività totale del Paese diminuirebbe del 3% e il risultato degli ultimi 5 anni sarebbe ulteriormente peggiorato. Il settore farmaceutico rappresenta quindi un’eccellenza, su cui puntare per ripartire. Noi produciamo valore ed è proprio per rendere più tangibile e concreto questo valore abbiamo creato l’orologio della vita».

L’evento, che ha visto la partecipazione tra le altre persone del presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, ha fornito l’occasione per fare il punto del settore in Lombardia; una regione che può vantare più di 100 aziende farmaceutiche e oltre 30 Centri di Ricerca aziendali e che coinvolge 30mila addetti diretti e 16mila nell’indotto. La Lombardia è la prima regione farmaceutica e biotech ed è al primo posto nella Ricerca e Sviluppo per numero di occupati (2825, pari a circa la metà degli addetti totali italiani) e investimenti (400 milioni di euro, pari al 33% del totale. «Dobbiamo difendere questo valore, sempre più a rischio» hanno sottolineato i diversi relatori che si sono avvicendati nel corso della tavola rotonda.

Nonostante i successi raggiunti dalla farmaceutica e gli elevati investimenti, il settore presenta infatti chiari segnali di rischio anche in Lombardia; gli oneri per le imprese sono sempre più elevati, il trend di occupazione è in calo, i tempi per l’accesso all’innovazione sono lunghi e quelli di pagamento da parte  della pubblica amministrazione superano anche i 200 giorni. Una soluzione può nascere dal dialogo delle diverse parti interessante, quali aziende, istituzioni, associazioni sindacali e autorità; un dialogo che Farmindustria si propone di sostenere lungo lo stivale.

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