Little baby get an injection

Al congresso Nazionale della Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI) 2014, tenutosi a Riccione sono stati presentati i nuovi indirizzi in tema di prevenzione contro HPV (Papillomavirus umano), varicella e Herpes zoster; una revisione delle attuali politiche preventive e la proposta di indicazioni e strumenti volti alla protezione di tutte le fasce d’età.

«La nuova strategia vaccinale contro le patologie HPV correlate guarda con particolare attenzione al maschio, sulla scorta di quanto già fanno alcuni Paesi – Stati Uniti, Australia e Canada – che hanno già introdotto anche per gli uomini la vaccinazione nel 12° anno di vita – ha affermato Michele Conversano, presidente della Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI). – La difficoltà nella prevenzione di questa malattia, che costituisce la principale causa di tumori da virus HPV e che in Italia è responsabile di circa 130.000 casi di patologie benigne (condilomi) o tumorali (carcinomi del collo dell’utero, della vulva, della vagina, del pene, dell’ano, e tumori della testa e collo) è in parte dovuta alla sottovalutazione del partner maschile quale serbatoio e veicolo di trasmissione della malattia».

«Ma il maschio – ha evidenziato Conversano – è, al contempo e al pari della femmina, egli stesso a rischio, con un peso talmente importante (le patologie tumorali HPV correlate sono per circa 1/3 a carico del maschio) da farci ritenere superati i vigenti programmi vaccinali che riservano tale vaccinazione solo al sesso femminile. È una questione etica e di equità sociale rivalutare l’obiettivo di Sanità Pubblica e rivedere le attuali priorità vaccinali anti HPV. Due Regioni italiane, Puglia e Veneto, sono in prima linea in questo senso, avendo deciso e deliberato di estendere la vaccinazione anti papillomavirus in gratuità anche ai maschi (coorte dei dodicenni). È bene che le altre Regioni seguano l’esempio. Occorre fare ancora molto per proteggere le generazioni future dalle malattie HPV correlate: l’HPV è universale, ma la protezione ancora no».

Il presidente della SItI ha poi citato i numeri: ogni anno in Italia il costo complessivo della prevenzione secondaria e del trattamento delle principali patologie Hpv 6, 11, 16, 18 correlate è pari, in media, a oltre 290 milioni di euro l’anno. Oggi la vaccinazione è ancora più sostenibile da un punto di vista economico per la diminuzione dei costi, essendo possibile vaccinare la coorte dei dodicenni, maschi e femmine, e una coorte di venticinquenni allo stesso costo della vaccinazione di una sola coorte femminile nel 2008.

Per quanto riguarda la vaccinazione contro la varicella, le esperienze a lungo temine maturate in altri Paesi – Stati Uniti e alcuni Paesi europei che hanno già adottato da tempo programmi di vaccinazione universale contro questa patologia – hanno fornito chiari indicatori (riduzione dei casi e dei ricoveri)  a favore dell’implementazione in altre aree di questi programmi di prevenzione vaccinale.

«Abbiamo solide evidenze scientifiche – ha spiegato Conversano – a sostegno della vaccinazione di routine dell’infanzia (URV) per varicella. Nelle Regioni pilota, dove l’URV è già in atto, sono disponibili dati a supporto che dimostrano l’efficacia della strategia vaccinale anche in termini di ridotte ospedalizzazioni e costi correlati. In tale prospettiva, il vaccino MPRV, quadrivalente che aggiunge alla prevenzione di morbillo, parotite e rosolia (MPR) anche quella contro la varicella, sarà uno strumento fondamentale in ragione della semplificazione organizzativa che consente e delle ottime coperture che ha permesso di raggiungere in breve tempo nelle regioni che lo hanno adottato».

Un approccio ben focalizzato sullo scenario demografico ed economico del nostro Paese è quello presentato dagli esperti in merito alla prevenzione dell’Herpes Zoster, il cosiddetto Fuoco di Sant’Antonio, patologia dolorosa e debilitante che riguarda soprattutto i soggetti anziani e fragili e che in essi vede la riattivazione del virus della varicella zoster (VZV), è proponibile,  attraverso un’attenta politica di Sanità Pubblica, il vaccino anti Herpes zoster nella fascia di età 60-70 anni e alla popolazione a rischio con alcune patologie croniche.

«La gestione terapeutica dell’Herpes zoster e della nevralgia posterpetica – ha sottolineato Giancarlo Icardi, Ordinario di Igiene all’Università degli Studi di Genova – è complessa e spesso insoddisfacente. Il vaccino anti Herpes zoster è ritenuto efficace, con dati di protezione nel lungo periodo già disponibili. Tale strumento di prevenzione è raccomandato o è già in uso in diversi Paesi, sulla base di una indicazione per età».

Con l’aumentare della popolazione anziana e fragile, infatti, la previsione è di un aumento nel prossimo futuro dei casi di fuoco di sant’Antonio. Questa malattia infatti interessa in media una persona su 4 nel corso della vita e oggi riguarda circa la metà degli ultra ottantenni. Uno scenario che richiede in maniera non più rinviabile di mettere in atto strategie sostenibili e lungimiranti.

«Possediamo gli strumenti e noi igienisti vivamente li raccomandiamo: occorre disporne a partire da oggi» – ha concluso Giancarlo Icardi.

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