L’analisi dei dati preliminari dello studio GLAGOV dimostra l’efficacia di evolocumab per modificare il processo aterosclerotico in pazienti già in terapia statinica ottimizzata.

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L’analisi dei primi dati dello studio GLAGOV dimostra l’efficacia di evolocumab per modificare il processo aterosclerotico

Amgen ha annunciato che lo studio di Fase III GLAGOV, volto a valutare gli effetti di evolocumab (Repatha®) sulla malattia coronarica, ha raggiunto l’endpoint primario e quelli secondari e ha dimostrato come la riduzione del colesterolo LDL impatta sulla patologia aterosclerotica.

«L’aterosclerosi è la causa principale di malattia cardiovascolare che rimane la prima causa di morte in tutto il mondo – afferma Sean E. Harper, M.D., Executive Vice President of Research and Development di Amgen – Attualmente, ad un anno dall’approvazione FDA, circa due terzi dei pazienti  che beneficerebbero di Repatha si vedono negato l’accesso  a un trattamento che ora sappiamo ha un impatto positivo sulla placca».

Lo studio GLAGOV

GLAGOV (GLobal Assessment of Plaque ReGression with a PCSK9 AntibOdy as Measured by IntraVascular Ultrasound) è uno studio di fase III, multicentrico in doppio cieco, randomizzato controllato verso placebo. Lo studio è stato disegnato per valutare gli effetti di Repatha sul volume percentuale dell’ateroma in 968 pazienti con coronaropatia che ricevono terapia statinica ottimizzata sottoposti a cateterismo coronarico.

I pazienti sono stati randomizzati secondo il rapport 1:1 in due gruppi di trattamento a ricevere Repatha 420 mg o placebo in iniezione sottocute una volta al mese.

Lo studio utilizza la ultrasonografia intravascolare (IVUS), una tecnologia di imaging ad alta risoluzione che consente di quantificare l’ateroma coronarico nelle arterie.

L’endpoint primario era valutare la variazione del volume percentuale dell’ateroma dal basale alla settimana 78, rispetto al placebo.

Gli endpoint secondari includono:

  • la regressione della percentuale dell’ateroma (cioè qualsiasi riduzione rispetto al basale);
  • la variazione del volume totale dell’ateroma (TAV) rispetto al basale alla settimana 78;
  • la regressione del TAV.

Non si sono registrati problemi di sicurezza con lo studio GLAGOV. L’incidenza di eventi avversi è stata paragonabile nei due gruppi.

Evolocumab (Repatha)

Evolocumab è un anticorpo monoclonale completamente umano che inibisce la proproteina convertasi subtilisina/kexina tipo 9 (PCSK9).

La PCSK9 è una proteina deputata alla degradazione dei recettori LDL che, quindi, riduce la capacità del fegato di eliminare il colesterolo LDL dal sangue.

Evolocumab, sviluppato dai ricercatori Amgen, si lega alla proteina PCSK9 impedendole di legarsi a sua volta ai recettori delle LDL sulla membrana epatica. In assenza della PCSK9, sulla membrana epatica sono presenti più recettori delle LDL in grado di eliminare il C-LDL dal sangue.

Repatha è attualmente in commercio in più di 40 Paesi, inclusi Stati Uniti, Giappone, Canada e nei 28 Paesi membri dell’Unione Europea.

In Italia è in corso l’iter negoziale per la rimborsabilità del farmaco.

Lo studio FOURIER

È attualmente in corso uno studio clinico di outcome denominato FOURIER.

Il trial è disegnato in modo da valutare gli effetti del trattamento con Repatha, in aggiunta alla terapia statinica ottimizzata, sulla riduzione del rischio di incorrere in eventi cardiovascolari in pazienti con patologia aterosclerotica clinicamente evidente.

Lo studio ha completato l’arruolamento dei pazienti nel giugno 2015.

L’endpoint primario è costituito da eventi cardiovascolari maggiori definiti come endpoint composito di morte cardiovascolare composita, infarto del miocardio, ictus, ospedalizzazione per angina instabile o rivascolarizzazione coronarica.

L’endpoint secondario è l’endpoint composito della somma della morte per causa cardiovascolare, infarto del miocardio e ictus.

È pianificato che lo studio continui fino a quando almeno 1.630 pazienti non avranno raggiunto l’endpoint secondario.

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