Il monitoraggio dei pazienti immunodepressi in seguito ad un’operazione di trapianto potrebbe in futuro diventare molto più semplice ed effettuabile direttamente dal paziente anche al proprio domicilio, grazie all’innovativa tecnologia digitale che uscirà dall’accordo di collaborazione siglato tra Chiesi Farmaceutici e Molecular Warehouse, una start-up anglo-australiana impegnata nella creazione di strumenti medico-diagnostici per dispositivi mobili.

Chiesi e Molecular Warehouse hanno siglato un accordo per lo sviluppo di un test per il monitoraggio in remoto dei pazienti immunosoppressi

Il test diagnostico prevede una semplice puntura sul dito con un dispositivo di auto-analisi collegato a uno smartphone: i dati, generati direttamente a casa del paziente, potranno così essere inviati al proprio medico curante permettendo il monitoraggio a distanza dei livelli di immunosoppressione. Un grande vantaggio rispetto all’attuale necessità di recarsi regolarmente in ospedale o presso una clinica specializzata per sottoporsi a un esame del sangue: la nuova tecnologia sviluppata in collaborazione tra Chiesi e Molecular Wharehouse punta a migliorare l’esperienza e la qualità della vita del paziente da un lato e a ottimizzare le risorse del servizio sanitario dall’altro. “In Chiesi riteniamo che l’innovativo sistema diagnostico di MW possa eliminare questo disagio, consentendo inoltre un monitoraggio ancora più frequente dei livelli del farmaco e migliorando quindi la cura del paziente – ha dichiarato Ugo Di Francesco, amministratore delegato di Chiesi. – Questa partnership è un perfetto esempio della nostra strategia aziendale, quella cioè di coniugare l’innovazione digitale, la gestione della malattia e la cura dei pazienti con le nostre opzioni terapeutiche”.

I pazienti che ricevono un organo da un donatore devono assumere farmaci immunosoppressori (come ad esempio il tacrolimus) per prevenire il rigetto dell’organo stesso. I livelli plasmatici degli agenti immunosoppressori devono essere attentamente monitorati per mantenere la loro concentrazione all’interno di un preciso intervallo di valori e prevenire l’insorgenza d’infezioni opportunistiche.  “Il monitoraggio a distanza dei livelli d’immunosoppressione è un problema tecnicamente molto complesso; infatti, per sviluppare questo test diagnostico, stiamo applicando tecnologie all’avanguardia nel campo dell’elettronica, della biologia di sintesi e dell’informatica. Il supporto di Chiesi ci permetterà di rendere disponibile questa pioneristica innovazione ai medici e ai pazienti nel più breve tempo possibile”, ha commentato l’amministratore delegato di Molecular Wharehouse, Siro Perez.