Gli ultimi anni hanno visto un gran numero di fusioni e acquisizioni da parte delle aziende big pharma: una ragnatela sempre più complessa che può risultare poco agevole aggiornare in modo preciso e puntuale. Una ragnatela ressa ancora più difficile da mappare come conseguenza dell’entrata in scena di player nuovi al mondo farmaceutico, come i grandi gruppi del settore informatico e digitale o delle aziende specializzate nell’uso dell’intelligenza artificiale per l’analisi dei dati. Anche il processo di drug discovery è profondamente cambiato rispetto a un ventennio fa, e oggi università e startup biotech giocano un ruolo di primo piano nel costruire partnership con le grandi multinazionali.

La localizzazione dei principali deal chiusi dal 2014 indica in Novartis, Johnson & Johnson, GlaxoSmithKline, Pfizer e Celgene le realtà più attive in tal senso. La sola Novartis ha chiuso più di sessanta accordi negli ultimi tre anni. La mappa che traccia le fusioni e acquisizioni delle big pharma è stata realizzata da CB Insights, che ha utilizzato il software proprietario Business Social Graph  per individuare le interconnessioni tra i diversi attori di un mondo sempre più affollato. La mappa fa riferimento alle venti maggiori aziende per capitalizzazione (al 30 maggio 2017) e identifica con linee arancio e verdi, rispettivamente, le operazioni di acquisizione o d’investimento.

La mappa delle fusioni e acquisizioni delle prime 20 big pharma dal 2014 ad oggi (credits: CBInsights)

Dall’inizio del 2017 sono 47 le operazioni societarie tracciate dall’algoritmo; il 2016 ha visto 105 operazioni, in diminuzione del 13% rispetto all’anno precedente (121). La partecipazione in Grail – società specializzata nello sviluppo di soluzioni di medicina di precisione per il cancro – ha visto unite J&J, Merck, BMS e Celgene e rappresenta il maggior valore in termini assoluti ($914 milioni), seguita dall’entrata di Verily e Sanofi nel capitale della piattaforma per il diabete Onduo. L’area terapeutica che ha segnato la maggiore attività è stata l’oncologia, a cui si affianca il corrispondente settore della diagnostica. Merck è l’azienda più attiva nel campo della salute digitale, con oltre venti operazioni dal 2014, tra cui la partecipazione alla società di cloud computing ClearDATA e in quella di data analytics Arcadia Healthcare Solutions.

Tra le società startup che hanno visto l’interesse di diverse grandi aziende farmaceutiche, CB Insights cita i casi di CRISPR Therapeutics (che sviluppa approcci di gene editing per la cura della talassemia e dell’emofilia), eFFECTOR Therapeutics e Mission Therapeutics (che hanno in sviluppo piccole molecole indirizzate a RNA e DNA per il trattamento di vari tipi di tumori).

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