Roche ha annunciato i risultati di più lungo termine dello studio di Fase Ib/II GO29365. I dati evidenziano che la terapia con polatuzumab vedotin, farmaco anticorpo-coniugato sperimentale anti-CD79b, in associazione a rituximab più bendamustina (BR) ha dimostrato una sopravvivenza complessiva (OS) mediana di oltre un anno e nettamente superiore rispetto a BR ovvero bendamustina più rituximab  (12,4 mesi contro 4,7 mesi, Hazard Ratio (HR): 0,42; Intervallo di Confidenza (IC) al 95%: 0,24  0,75), in soggetti con linfoma diffuso a grandi cellule B recidivato o refrattario non candidabili al trapianto di cellule staminali ematopoietiche. La sopravvivenza complessiva (OS) era un endpoint esploratorio.

Gli eventi avversi sono risultati in linea con quelli riscontrati in precedenti studi sui farmaci oggetto di questa sperimentazione senza che siano stati osservati nuovi aspetti relativi alla sicurezza.

Polatuzumab vedotin per il linfoma diffuso a grandi cellule B
polatuzumab vedotin nel linfoma diffuso a grandi cellule B

Questi dati sono stati presentati in occasione del 60° Congresso annuale della Società americana di ematologia (American Society of Hematology, ASH), (abstract N.1683).

Il trattamento con polatuzumab vedotin in associazione a BR ha comportato una riduzione del 66% del rischio di progressione della malattia o di mortalità (misurato come sopravvivenza libera da progressione (PFS) valutata dallo sperimentatore; Hazard Ratio (HR)=0,34; Intervallo di Confidenza (IC) al 95% 0,2-0,570; p<0,0001) con il 40% dei pazienti che hanno raggiunto risposta completa (CR) nel braccio con polatuzumab vedotin rispetto al 18% nel braccio con la sola BR (endpoint primario, come rilevato alla tomografia a emissione di positroni, con percentuali di risposta completa valutate da comitato indipendente dei revisori; p=0,026).

Inoltre, i pazienti trattati con polatuzumab vedotin in associazione a BR hanno ottenuto percentuali superiori di risposta completa con sopravvivenza libera da progressione della malattia (PFS) e sopravvivenza complessiva (OS) superiori rispetto alla sola terapia con BR in tutti i sottogruppi valutati. Erano compresi i pazienti con malattia classificata in base al profilo di espressione genica secondo i gruppi di cellule d’origine come germinal centre B-cell-like e activated B-cell-like, ovvero come espressioni che ricordano rispettivamente le cellule B del centro germinativo e le cellule B attivate, e che sono i sottotipi associati alle prognosi peggiori per il DLBCL.

«C’è un rilevante bisogno di opzioni terapeutiche nuove e più efficaci per quei pazienti (circa il 40%) con linfoma diffuso a grandi cellule B che non rispondono al trattamento iniziale o sono in recidiva, una situazione associata a prognosi poco favorevole e in ulteriore peggioramento dopo ogni ricaduta – ha commentato Sandra Horning, MD, Chief Medical Officer e Responsabile Sviluppo di Prodotto Mondiale di Roche – Siamo molto lieti che polatuzumab vedotin abbia dimostrato benefici clinici duraturi e il potenziale di migliorare le speranze di sopravvivenza in questa popolazione di pazienti. Stiamo lavorando assieme alle autorità sanitarie per rendere disponibile questo nuovo regime terapeutico per i pazienti di tutto il mondo».

Lo Studio GO29365 su polatuzumab vedotin per il linfoma diffuso a grandi cellule B

GO29365 è uno studio internazionale di Fase Ib/II di valutazione della sicurezza, della tollerabilità e dell’attività di polatuzumab vedotin in associazione a rituximab rituximab o obinutuzumab più bendamustina nel linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) recidivato o refrattario (R/R) o nel linfoma follicolare. Nella fase II di studio sono stati arruolati 80 pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B pretrattato e recidivato o refrattario che sono stati randomizzati per ricevere bendamustina più rituximab (braccio solo BR) o bendamustina più rituximab in associazione a polatuzumab vedotin (braccio con polatuzumab vedotin).

I pazienti arruolati avevano ricevuto in media due precedenti trattamenti (1-7 precedenti terapie nel braccio con polatuzumab vedotin e 1-5 precedenti terapie nel braccio solo BR). L’endpoint primario era la risposta completa (CR) a fine trattamento valutata alla tomografia a emissione di positroni (PET) e valutata da comitato indipendente (IRC). Gli altri endpoint rilevanti hanno compreso la risposta obiettiva (OR; risposta completa o CR e risposta parziale o PR) valutata dallo sperimentatore e dal comitato IRC, la migliore risposta obiettiva a fine trattamento valutata dallo sperimentatore, la durata della risposta (DOR), la sopravvivenza libera da progressione della malattia (PFS), la sopravvivenza libera da eventi (EFS) e la sopravvivenza complessiva (OS).

Lo studio di Fase Ib/II GO29365 è il primo e unico studio randomizzato a indicare un beneficio in termini di sopravvivenza per i pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B recidivo/refrattario non candidabili a trapianto di cellule staminali ematopoietiche.

Il dossier con i risultati ottenuti da polatuzumab vedotin in associazione a BR nello studio GO29365 in pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B recidivo/refrattario verrà inoltrato alle autorità regolatorie dei vari paesi del mondo con la richiesta di approvazione.

Polatuzumab vedotin

Polatuzumab vedotin è un farmaco anticorpo-coniugato (ADC) sperimentale anti-CD79b, il primo nel suo genere, studiato come trattamento per diversi sottotipi di linfoma non-Hodgkin (NHL). È l’unico ADC mirato per CD79b.

CD79b è una proteina altamente specifica espressa nella maggioranza delle neoplasie linfocitarie B compresi i tipi di linfoma non-Hodgkin di derivazione B-linfocitaria, e questo la rende un target promettente per lo sviluppo di nuove terapie.

Polatuzumab vedotin, legandosi a CD79b penetra nelle cellule e indirizza la chemioterapia (collegata all’anticorpo monoclonale) verso queste cellule B. Si ritiene che questo processo massimizzi l’eliminazione delle cellule tumorali minimizzando, nel contempo, gli effetti sulle cellule normali.

Polatuzumab vedotin è sviluppato da Roche su tecnologia ADC di Seattle Genetics.

Polatuzumab vedotin in associazione a BR è stato riconosciuto come Terapia Fortemente Innovativa (Breakthrough Therapy Designation) e farmaco orfano dall’FDA statunitense e come Farmaco Prioritario (PRIority MEdicines designation) e farmaco orfano dall’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) per il trattamento di pazienti adulti con linfoma diffuso a grandi cellule B recidivo/refrattario  non candidabili a trapianto di cellule staminali ematopoietiche.

Il linfoma diffuso a grandi cellule B

Il linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) è il sottotipo più comune di linfoma non-Hodgkin (NHL), costituisce infatti un caso su tre di NHL. Il DLBCL è un NHL aggressivo che di norma risponde al trattamento di prima linea. Tuttavia nel 40% dei pazienti la malattia recidiva e quando questo accade le opzioni terapeutiche di salvataggio sono limitate e la sopravvivenza è breve.

Le stime indicano che ogni anno sono circa 150.000 le persone nel mondo cui viene diagnosticato DLBCL.

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