A fare la fotografia del mercato farmaceutico svizzero ci ha pensato di recente Interpharma, associazione che riunisce le aziende del ramo.

Il settore farmaceutico svizzero contribuisce per il 4.5% al PIL globale del paese, con un valore aggiunto di 28,9 miliardi di franchi svizzeri (circa 25,3 miliardi di euro) (dato riferito al 2016). Le analisi sono state effettuate dagli istituti economici BAK Economics e Polynomics.

Un’industria, quindi, che continua a crescere e porta valore al proprio paese, dimostrando di essere il principale motore di crescita industriale: un quinto dell’incremento del PIL elvetico, infatti, è attribuibile a questo ramo.

Cresce anche l’occupazione

Nel 2016 sono state 43000 le persone impiegate nel settore del farmaco. Dato che ha registrato un aumento pari a 12mila unità dal 2006, arco temporale in cui invece per altri settori industriali si è vista una perdita di oltre16mila unità lavorative.

“Con una produttività di 350 franchi per ora di lavoro i dipendenti del ramo in questione sono inoltre chiaramente in testa alla classifica, ha dichiarato René Buholzer, segretario generale di Interpharma. Ogni posto di lavoro farmaceutico produce circa quattro volte più valore aggiunto della media”.

Indotto

L’influenza sul PIL, già di per se elevata, arriva quasi all’8% se si considera l’indotto generato dal settore farmaceutico nel suo intorno. Secondo le stime ogni posto di lavoro nel mercato farmaceutico svizzero genera 3,2 impieghi supplementari in altri campi.

Ricerca e sviluppo

L’industria privata continua a investire molto nel settore del pharma. Nel 2015, il settore privato ha rappresentato oltre il 63% di tutti gli investimenti spesi nel mercato farmaceutico svizzero. Il settore pubblico (governo federale e cantoni) ha contribuito al 24% dei finanziamenti per ricerca e sviluppo (R & S), mentre circa il 2% proviene da organizzazioni private senza scopo di lucro e università. Le spese interne di ricerca e sviluppo nel 2015 sono ammontate a 15,7 miliardi di franchi svizzeri.

Cala la ricerca clinica

Negli ultimi dieci anni c’è stata una marcata diminuzione del numero degli studi clinici in Svizzera. Questa tendenza può essere osservata in tutte le fasi della sperimentazione clinica. Il piano generale approvato dal Consiglio federale nel dicembre 2013 al fine di rafforzare la ricerca e la tecnologia biomedica prevede misure per contrastare questa tendenza al ribasso. Tra le altre cose, la qualità della formazione per i medici nella ricerca clinica presso università e ospedali deve essere migliorata. L’Human Research Act, che è entrato in vigore all’inizio del 2014, mira ad accelerare la procedura di approvazione delle sperimentazioni cliniche nei comitati etici.

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