Un collirio per il trattamento del glaucoma è stato brevettato un gruppo di ricercatori dell’Università di Bologna dopo che il suo effetto neuroprotettivo è stato dimostrato in studi preclinici in vitroex vitro e in vivo.

Un collirio dal siero cordonale per il glaucoma è stato brevettato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Bologna
Un collirio dal siero cordonale per il glaucoma è stato brevettato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Bologna

Il nuovo prodotto si basa sui fattori di crescita contenuti nella parte sierica del sangue contenuto nel cordone ombelicale. Tali fattori di crescita sono in grado di contrastare il glaucoma con effetti riparativi che potrebbero essere efficaci anche su altri tipi di malattie degenerative oculari.

La ricerca dell’Università di Bologna nasce infatti da alcuni studi sul trattamento di gravi casi di difetti dell’epitelio corneale.

«A partire dal 2007 abbiamo trattato con un collirio da sangue cordonale circa un centinaio di pazienti affetti da forme severe di secchezza oculare, provenienti da tutta l’Emilia-Romagna ma anche da altre regioni – spiega Piera Versura, studiosa dell’Università di Bologna tra i coordinatori dello studio. – La riduzione del dolore, altrimenti non controllabile, è stata riferita pressoché da tutti, e grazie a questa osservazione abbiamo intuito che il nostro ritrovato poteva anche avere degli effetti riparativi sulle cellule nervose danneggiate, grazie all’insieme di fattori di crescita che caratterizza, in natura, il sangue cordonale».

Il nuovo collirio è stato brevettato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Bologna guidato da Emilio Campos e Piera Versura del Dipartimento di Medicina Specialistica, Diagnostica e Sperimentale.

Allo studio hanno collaborato inoltre Marina Buzzi della Banca Regionale dei Tessuti, del Sangue Cordonale e Biobanca (ERCB) presso il Policlinico di Sant’Orsola, Silvia Bisti dell’Università dell’Aquila e Claudio Velati dei Servizi di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia delle Aziende USL e Ospedaliera di Bologna.

Proprietà del siero del sangue del cordone ombelicale

Il collirio messo a punto dagli studiosi si basa infatti sull’utilizzo di una parte del sangue contenuto nei cordoni ombelicali che vengono donati al momento del parto dalle madri, dopo avere rimosso le cellule staminali utilizzabili a fini di trapianto.

«Nel sangue del cordone ombelicale, e in particolare in una sua parte, il siero, c’è una serie di fattori di crescita che sono in grado di esercitare un’azione riparatoria contrastando le malattie degenerative dell’occhio, come il glaucoma ma non solo – sottolinea il professore dell’Università di Bologna Emilio Campos, altro coordinatore dello studio. – Inizialmente partiremo con il trattamento di questa patologia, ma si tratta di un prodotto che potrà essere utilizzato anche su altre malattie degenerative dell’occhio».

Una volta sperimentato il collirio sui pazienti affetti da glaucoma, infatti, i ricercatori auspicano che gli stessi effetti riparativi si possano riscontrare anche su altri tipi di malattie degenerative oculari.

«Con questo collirio biologico – conferma Piera Versura – abbiamo ottenuto un significativo valore aggiunto grazie all’uso del sangue cordonale, somministrando un farmaco che è il risultato dello sviluppo naturale di una nuova vita. Il sangue del cordone ombelicale viene infatti prodotto in un periodo di elevata richiesta metabolica e potrebbe quindi rappresentare una potente combinazione di fattori trofici, cioè di quelle sostanze prodotte dall’organismo in grado di garantire la sopravvivenza delle cellule e di stimolarne la crescita».

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