È un italiano, il professor Mauro Ferrari, il nuovo presidente del Consiglio europeo per la ricerca (Erc); la nomina da parte della Commissione europea va a suggellare il lungo track record di successi dello scienziato italiano, che ha operato per quarant’anni negli Usa. Ferrari sarà il quarto presidente dell’Erc e assumerà la carica dal 1° gennaio 2020, andando a sostituire Jean-Pierre Bourguignon. Il mandato ha durata quadriennale ed è rinnovabile una sola volta per altri due anni.

Mauro Ferrari (credits: European Research Council)

Il nome di Ferrari è stato scelto tra una cinquantina di candidati al termine di una procedura di selezione iniziata a luglio 2018 e condotta da un apposito comitato, comprendente tra gli altri anche il presidente dell’Università Bocconi, Mario Monti, e la direttrice del Cern di Ginevra, Fabiola Gianotti.

Obiettivo Horizon Europe

Le sfide che attendono Mauro Ferrari sono rilevanti, basti pensare che sono ancora in corso di definizione le esatte mission di ricerca che costituiranno il cuore del prossimo programma quadro Horizon Europe, all’interno del quale Erc è chiamato a giocare un ruolo di primo piano (si veda qui per gli ultimi aggiornamenti a riguardo). Al nuovo presidente sono subito giunte le congratulazioni del commissario Ue alla ricerca, Carlos Moedas, che ha sottolineato come Ferrari goda di una reputazione globale rispetto ai finanziamenti della ricerca d’eccellenza e “curiosity-driven”.

Congratulazioni anche da parte del Consiglio scientifico dell’Erc, che governa l’ente di ricerca europeo e che era stato chiamato ad esprimere il suo giudizio sulla short list finale di tre candidati. “Tornando in Europa dopo una carriera come scienziato di successo e leader negli Usa, e con un background ricco e diversificato nel campo della ricerca e delle sue applicazioni, porterà una ventata di freschezza all’organizzazione. La sua forte leadership sarà essenziale nell’assicurare che la ricerca di frontiera continui a giocare un ruolo all’interno del futuro programma Horizon Europe e che Erc faccia buon uso della sua autonomia garantita dai testi di legge“, è l’auspicio affidato dal Comitato scientifico dell’Erc a una nota di benvenuto. L’indicazione per Ferrari dei consiglieri di Erc è di rimanere strettamente aderenti al principio bottom-up, secondo cui i ricercatori sono lasciati pienamente liberi nel presentare i progetti; la qualità scientifica votata all’eccellenza deve rimanere l’unico criterio a guida delle scelte di Erc tra le proposte.

Concetti ripresi anche da Science Europe, l’associazione che raccoglie molti enti di ricerca europei, che nel congratularsi con nuovo presidente ha anche sottolineato come I’Erc rappresenti uno degli sviluppi più significativi nel campo della ricerca lanciati in Europa nell’ultimo ventennio.

Sempre alla frontiera della ricerca

Nato a Padova nel 1959, Ferrari si è laureato in matematica alla locale università nel 1985 ed ha poi conseguito il dottorato di ricerca in ingegneria meccanica all’Università di California, Berkeley nel 1989. Sempre negli Stati Uniti conduce la sua carriera accademica, culminata alla guida del Methodist Hospital Research Institute di Houston, Texas.

La multidisciplinarietà è sempre stata il cuore delle attività scientifiche di Mauro Ferrari, che è stato uno dei pionieri nella ricerca nel campo della nanomedicina, settore in cui vanta oltre 350 pubblicazioni e molti brevetti. Lungo sarebbe riportare la lunga lista di docenze e riconoscimenti che hanno caratterizzato la carriera di Mauro Ferrari.

È lo stesso Ferrari a ricostruire i diversi passaggi della sua storia professionale in un video pubblicato sul sito dell’Erc a suggello della nomina a presidente. Dopo una prima fase dedicata unicamente all’eccellenza scientifica nel campo delle applicazioni fisiche della matematica, un grave lutto lo ha spinto a indirizzare le sue conoscenze matematiche e ingegneristiche verso la medicina e in particolare i tumori. Sono seguiti quindici anni in cui Mauro Ferrari si è posto l’obiettivo di mettersi a servizio in senso lato della società, culminata nella nomina a presidente dell’Erc. Nonostante una carriera tutta made-in-Usa, è lo stesso Ferrari a sottolineare i forti legami e network scientifici costruiti anche sulla sponda europea dell’Atlantico nell’arco dei suoi viaggi mensili nel vecchio Continente. “La scienza europea non è seconda a nessuno nella storia, anche adesso, e il suo futuro appare incredibilmente radioso. Voglio spendere una parola per chi ha costruito questo European Research Council, l’invidia del mondo per come è organizzato“, ha sottolineato il presidente Ferrari nel video.

Il Consiglio europeo della ricerca

Fondato nel 2007, l’Erc è finanziato all’interno del budget dell’Unione Europea, più nello specifico all’interno dei programmi quadro di ricerca. I fondi stanziati a favore dell’Erc nell’ambito di Horizon 2020 hanno ammontato complessivamente a oltre € 13 miliardi, di cui € 1,86 miliardi nel solo 2018. L’ente è responsabile per la selezione dei progetti di ricerca più innovativi, che vengono finanziati all’interno di apposite azioni. Sono oltre 9 mila i progetti supportati finora dall’Erc, tra cui anche quelli che hanno portato a identificare le fasi della crescita dei tumori durante la progressione della malattia e quello che ha consentito di ottenere la prima immagine di un buco nero.

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