La Federazione europea dell’industria farmaceutica (Efpia) ha pubblicato il report conclusivo dei lavori dell’Oncology Data Summit 2019, ha cui hanno partecipato oltre 180 persone in rappresentanza di tutte le anime della filiera della cura. Il dibattito si è posto come obiettivo di meglio inquadrare l’attuale situazione europea in campo oncologico e le azioni necessarie a implementare soluzioni più efficaci nella lotta contro i tumori. Le proposte approvate sono state scelte tramite votazione tra le oltre quaranta pervenute. La Federazione è già attiva a tale scopo con la EFPIA Oncology Platform, e punta ora a identificare i determinanti chiave che permettano un uso più efficace dei dati in campo oncologico, quale strumento abilitativo orizzontale per la prevenzione e il trattamento dei tumori.

Le azioni prioritarie

Il rapporto di Efpia individua cinque linee d’azione considerate prioritarie per raggiungere questo obiettivo, a partire dalla creazione di un  Data Commons o Cancer Knowledge Network pan-europeo che superi la logica dei silos di dati provenienti dalla ricerca, in particolare le restrizioni all’accesso ai dati provenienti da progetti finanziati da fondi pubblici. Il perseguimento di questo obbiettivo andrebbe rafforzato con azioni di comunicazione volte a superare i pregiudizi negativi sui dati personali relativi alla salute e il loro uso, sia a livello di pazienti che di professionisti della sanità. Sarebbe, inoltre, richiesto un processo che armonizzi i requisiti relativi al regolamento Gdpr sulla protezione dei dati personali nel campo della ricerca per la salute, attualmente frammentati a livello di singole nazioni.
A livello infrastrutturale, l‘adozione di standard di qualità e di contenuti armonizzati a livello europeo dovrebbe permettere la creazione di un sistema dati europeo interconnesso, che colleghi tra loro le cartelle cliniche elettroniche e le altre fonti di dati. La condivisione di best practice e principi comuni e le raccomandazioni circa l’uso responsabile dei dati sanitari dovrebbero sostenere tale azione, insieme a progetti europei mirati a garantire una migliore uniformità e consistenza delle convenzioni sulla struttura, le definizioni e la terminologia applicate ai dati.
Sul piano regolatorio, la richiesta uscita dai lavori è d’implementare una roadmap per integrare le evidenze real-world (Rwe) nelle decisioni sul rimborso dei medicinali prese a livello nazionale. A tale scopo, i dati Rwe dovrebbero venire meglio utilizzati per le valutazioni regolatorie grazie alla creazione di appositi percorsi di approvazione che riconoscano le nuove tecnologie digitali in sanità, e l’apporto che esse possono dare nella determinazione dei modelli di prezzo e della sostenibilità finanziaria e delle decisioni di copertura.
La via per la medicina personalizzata dovrebbe passare attraverso la possibilità di un uso secondario dei dati e la promozione della possibilità per i payer di raccogliere dati finalizzati ad assicurare una migliore allocazione della spese e la selezione dei trattamenti più appropriati al singolo caso. La disponibilità di nuovi set di dati integrati e il loro uso secondario permetterebbe anche, secondo i risultati dell’Oncology Data Summit, una maggiore efficienza nelle attività di ricerca e sviluppo in campo farmaceutico e l’implementazione di metodi innovativi.
Non possono, infine, mancare azioni per diffondere le competenze sulla gestione dei dati tra la classe medica. I suggerimenti in tal senso usciti dai lavori includono la creazione di metriche europee di riferimento per lo screening, gli esiti e l’accesso ai trattamenti antitumorali, ritenute utili per misurare lo stato d’implementazione delle best practice a livello di singoli paesi. Il miglioramento dei processi decisionali tra nazioni diverse dovrebbe passare attraverso una maggiore trasparenza dei dati ottenuti da fonti pubbliche.

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