Si è svolto a Barcellona (27 settembre-1 ottobre) il Congresso della Società europea di oncologia medica (Esmo).

Sono stati cinque giorni che hanno visto la partecipazione di oncologi provenienti da varie Nazioni, ricchi di presentazioni (quasi 4000 abstracts) e risultati scientifici che potrebbero mutare l’approccio clinico nei confronti di diversi tipi di carcinoma (mammario, ovarico e polmonare).

Largo spazio è stato dato anche alla medicina di precisione, alla discussione sul ruolo dell’infermiere oncologico e ai nuovi aspetti delle cure palliative.

Trattati anche i tumori rari e l’accesso ai recenti e innovativi medicamenti oncologici.

Pilar Garrido, professore associato di oncologia medica presso l’Università di Alcalá, Madrid, e presidente della ESMO Press & Media Affairs Committee ha così commentato l’evento: “questo è uno dei più grandi congressi di oncologia nel mondo e uno dei posti migliori per discutere della scienza che conta davvero per i nostri pazienti”.

La rappresentanza italiana all’ESMO

Non è certo mancata la presenza italiana, come illustra Giordano Beretta, presidente eletto Aiom e responsabile dell’Oncologia Medica all’Humanitas Gavazzeni di Bergamo: “ormai da diversi anni il contributo dell’oncologia italiana è rilevante, spaziando sia dalla ricerca su nuovi farmaci sia dalla definizione di caratteristiche atte a meglio selezionare i pazienti. Praticamente tutti gli ambiti del convegno presentano almeno una ricerca di autori italiani alcune anche in collaborazione con istituzioni straniere”.

Ciliegina sulla torta, l’oncologo Angelo Di Leo ha ricevuto l’Esmo Lifetime Achievement Award per la prima volta attribuito a un italiano.

L’edizione 2019 di ESMO in breve

Lo ‘slogan’ dell’edizione 2019 di ESMO è stato “translate science into better cancer patient care“, ossia riportare nella pratica terapeutica quotidiana le più recenti scoperte scientifiche, soprattutto nel campo della biologia molecolare e in quello dei cosiddetti fattori predittivi della risposta ai farmaci.  Precisa meglio Giordano Beretta: “la capacità di meglio indirizzare le terapie, somministrandole ai pazienti che presentano caratteristiche tali da immaginare un risultato favorevole del trattamento, può consentire di ottimizzare il beneficio, ottenendo il massimo risultato nei pazienti con determinate caratteristiche e, al contempo, evitando di dare effetti collaterali inutili a pazienti con scarsa probabilità di beneficio che, magari, possono essere trattati meglio con altri farmaci. Questo approccio può essere ipotizzato anche nell’ambito della prevenzione, attuando dei percorsi preventivi differenti nelle diverse tipologie di soggetti, sulla base dei loro fattori di rischio, sia in ambito genetico che di stili di vita. Siamo ancora in una prima fase di questo percorso ma, se riusciremo a trasferire alcune conoscenze derivate dalle ricerche alla popolazione non ancora malata, potrebbe essere possibile ridurre l’incidenza, cioè ridurre i nuovi casi, o trovare in fase iniziale la malattia, con maggiori probabilità di guarigione”.

Sostenibilità

Se l’obiettivo finale è senza dubbio lodevole e più che auspicabile, rimane l’annoso problema della cronica mancanza di denaro.

Come si può sperare di raggiungere un traguardo così ambizioso se i fondi scarseggiano? Se ci sono pochi soldi, solo pochi pazienti potranno usufruire delle cure migliori, come fare per erogare a tutti i malati di tumore le cure più all’avanguardia? Spiega Beretta: “proprio la miglior selezione dei pazienti può consentire un più corretto utilizzo delle risorse. Se do un farmaco costoso solo ai pazienti che ne beneficeranno aumento il risultato e, al contempo, riduco la quantità di farmaco impiegato rispetto ad un uso più indiscriminato, in cui la maggior parte dei pazienti, non avendo le caratteristiche per beneficiarne, non avrebbe alcun risultato con quel farmaco determinando, però, un consumo inappropriato di risorse. Questi altri pazienti potranno però beneficiare di trattamenti differenti, adatti alle loro caratteristiche, che potranno determinare loro un beneficio”.

 

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