È stato presentato oggi a Milano il 7° Rapporto sulla povertà sanitaria, promosso dalla Fondazione Banco Farmaceutico e da BFResearch e realizzato dall’Osservatorio sulla Povertà Sanitaria del Banco Farmaceutico. Nell’ultimo anno, riportano i dati, sono state 473 mila le persone in Italia non in grado di coprire le spese per l’acquisto dei farmaci necessari a curarsi. Un fenomeno che tocca anche un quinto delle famiglie con figli, e che ha portato nel 2019 a un totale di poco più di 1 milione di richieste di confezioni di medicinali agli enti che offrono questo tipo di assistenza (+4,8% vs 2018).

A trent’anni dalla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia, c’è ancora tanto lavoro da fare: in Italia, le famiglie con minori (sia quelle povere, sia quelle non povere) sono penalizzate rispetto all’accesso alle cure e, per ragioni economiche, sono costrette a perseguire strategie di rinuncia o di rinvio delle cure in misura superiore alle altre. Speriamo che il 7° Rapporto sulla povertà sanitaria possa contribuire alla presa di coscienza, anzitutto da parte delle istituzioni e dell’opinione pubblica, di tale preoccupante situazione e del fatto che senza migliaia di enti e associazioni che, in tutta Italia, offrono assistenza socio-sanitaria gratuita agli indigenti, il quadro sarebbe ancora più drammatico”, ha dichiarata Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico.

Aumenta la spesa out-of-pocket delle famiglie

La spesa farmaceutica non coperta dal Servizio sanitario nazionale (Ssn) e totalmente a carico delle famiglie è passata nell’ultimo anno dal 37,3% al 40,3%; viceversa, la quota coperta dal Ssn è passata dal 62,7% al 59,7%. La spesa media procapite annua per i farmaci è di 816 €, cifra che scende a 128 € per gli strati più poveri di popolazione. Secondo il Rapporto, le famiglie che non rientrano in tale fascia affrontano una spesa out-of-pocket per i farmaci non coperti dal Ssn pari al 42% del proprio budget sanitario. Il divario con le famiglie povere (62,5% del budget sanitario che va in farmaci) è notevole, ed è spiegabile secondo il Rapporto con le minori possibilità nell’investire in prevenzione.

Il 40,6% delle famiglie povere con figli minori sperimenta difficoltà maggiori nell’accesso a farmaci, visite periodiche e accertamenti preventivi, rispetto al 37,2% delle famiglie povere senza figli. Un dato paradossale secondo il Rapporto, in quanto proprio questo tipo di nuclei familiari dovrebbero godere di maggiori agevolazioni da parte delle istituzioni per la tutela della salute. Questo trend si conferma anche per le famiglie che non hanno particolari problemi economici: quelle con figli hanno limitato o rinunciato alle spese sanitarie nel 20,7% dei casi, rispetto al 18,3% dei nuclei familiari senza figli.

Una richiesta in continua crescita

La richiesta di medicinali da parte degli enti assistenziali è cresciuta di ben il 28% negli ultimi sette anni. I medicinali per il sistema nervoso (18,6%), quelli destinati a trattare le affezioni del tratto gastroenterico e il metabolismo (15,2%), i farmaci per l’apparato muscolo-scheletrico (14,5%) e quelli per l’apparato respiratorio (10,4%) sono i prodotti più richiesti. Il Banco Farmaceutico segnala anche la necessità di presidi medici e integratori alimentari.

Secondo il 7° Rapporto, sono oltre 12,6 milioni le persone che nell’ultimo anno hanno limitato almeno una volta per ragioni economiche le spese per visite mediche e per gli accertamenti periodici finalizzati alla prevenzione, quali ad esempio le visite dal dentista o le mammografie.  Gli strati più poveri della popolazione, ad esempio, riescono a spendere per il dentista solo 2,19 € al mese, rispetto ai 31,16 € del resto della popolazione. Il Rapporto del Banco Farmaceutico sottolinea come proprio la cattiva condizione del cavo orale da cui sono affette molte persone sia diventata un indicatore dello stato di povertà. Chi si trova a vivere in ristrettezze economiche, inoltre, deve necessariamente limitare molto anche le spese per l’acquisito di articoli sanitari (O,79 €/mese, vs 4,42 €/mese in media per il resto della popolazione), quelle per le attrezzature terapeutiche (1,30 vs 12,32 €/mese), quelle per i servizi medico-ospedalieri (4,61 vs 19,10 €/mese) e quelle per i servizi paramedici (1,31 vs 9,35 €/mese).

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