In attesa di vedere implementate le misure dello European Cancer Plan annunciate dalla nuova Commissione Ue, la Federazione delle associazioni delle industrie farmaceutiche (Efpia) ha pubblicato sul suo sito il “Comparator Report on Cancer in Europe“. Il rapporto è stato stilato dallo Swedish Institute for Health Economics per conto della piattaforma Oncologia di Efpia e fotografa la situazione attuale della diffusione della malattia sul territorio europeo, che ha fatto segnare un aumento di circa il 50% delle diagnosi di nuovi casi nell’arco dell’ultimo ventennio. E più di 700 mila diagnosi sono attese entro il 2040. “Tuttavia, il numero delle morti è aumentato solo del 20%. Considerando la crescita della popolazione e l’invecchiamento, in termini reali le morti da cancro stanno diminuendo“, fa notare il direttore generale di Efpia, Nathalie Moll, nel suo editoriale che accompagna il rapporto.

Il forte impegno del’industria farmaceutica

Sono state olte 160 le nuove indicazioni in campo tumorale approvate a partire dal 1995, a testimonianza che l’area oncologica riveste nelle pipeline di sviluppo delle aziende farmaceutiche. I nuovi approcci tipici dell’ultimo decennio vedono sempre più protagoniste le terapie avanzate, spesso accompagnate da test diagnostici specifici sia di tipo molecolare che genetico. Sono oltre 300 gli anticorpi contro i tumori attualmente in sviluppo, ricorda il rapporto, che prevede come il cancro potrebbe giungere a sopravvanzare le malattie cardiovascolari come prima causa di morte in Europa.

Sul piano della spesa farmaceutica, secondo il documento questa si è mantenuta attorno al 6,2% per i farmaci antitumorali nell’ultimo ventennio; si sarebbe registrata anche una diminuzione del 9% dei costi indiretti associati all’impatto della malattia, ad esempio quelli legati alla perdita di giornate lavorative. L’accesso ai farmaci antitumorali rimane tuttavia ancora frammentato tra le diverse nazioni europee, sottolinea il rapporto; a ciò si associa il fatto che gli approcci terapeutici di ultima generazione sono spesso mirati a piccoli sottogruppi di pazienti e richiedono ancora tempo per poter valutare con precisione sul lungo periodo i reali benefici apportati.

Nuovi modelli per favorire l’accesso

Queste dinamiche pongono importanti sfide ai sistemi sanitari in termini di possibilità di accesso alle cure e sostenibilità delle stesse. Sfide rispetto alle quali il rapporto sottolinea l’importanza di giungere alla definizione di modelli di prezzo e rimborso innovativi, come ad esempio il prezzo basato sulle combinazioni/indicazioni o sugli esiti della terapia, e i pagamenti ad abbonamento o estesi nel tempo.

La parte industriale non manca di ricordare i grandi investimenti annui affrontati nel campo dello sviluppo di nuovi antitumorali, che stima a circa 8,5 miliardi di euro, a fronte dei 1,5 miliardi d’investimenti pubblici. Le tre priorità d’azione identificate da Efpia per la ricerca futura riguardano una maggiore integrazione del settore all’interno dei flussi sanitari, anche al fine di favorire una magiore prevenzione e sostenibilità della spesa, l’individuazione di nuovi endopoint surrogati che velocizzino il tempo per l’approvazione regolatoria dei nuovi prodotti e il monitoraggio dei loro effetti nel tempo, e la definizione dei nuovi modelli di prezzo e rimborso.

L’European Cancer Plan deve riflettere le lezioni di questo nuovo report – è l’appello rivolto da Nathalie Moll alle autorità europee -. Dovrebbe affrontare la prevenzione, lo screening, la diagnosi, il trattamento e la sopravvivenza. Dovrebbe rivolgersi alle ineguaglianze nell’accesso e agli esiti. Dovrebbe essere una chiara e azionabile presa di posizione politica sul cancro. E dovrebbe aumentare la collaborazione tra gli stakeholder“.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here