Dopo i dati molto promettenti divulgati da Pfizer Inc con BioNtech e da Moderna Inc, Anche AstraZeneca ha reso pubblici i risultati delle sue sperimentazioni su un candidato vaccino contro SARS-CoV-2, il nuovo coronavirus che provoca Covid-19, la malattia pandemica che dal mese di gennaio del 2020 sta devastando l’intero pianeta.

La casa farmaceutica britannica, infatti, sta sviluppando, assieme all’Università di Oxford, un candidato vaccino contro la malattia e qualche giorno fa Maheshi Ramasamy, consulente e ricercatore co-responsabile dell’Oxford Vaccine Group, ha dichiarato pubblicamente che: «Le forti risposte di anticorpi e di cellule T osservate negli anziani nel corso dello studio, sono incoraggianti». I risultati delle sperimentazioni sono stati pubblicati integralmente lo scorso 18 novembre sulla rivista The Lancet.

Se questi risultati saranno confermati in via definitiva nelle fasi finali della sperimentazione, anche i gruppi di popolazioni più a rischio, ossia i soggetti sopra i 70 anni di età e coloro che si trovano già in condizioni di salute precarie a causa di patologie croniche, potranno essere protetti dall’aggressione virale ed evitare le conseguenze più gravi provocate da Covid-19. 

«Ci auguriamo che il nostro vaccino servirà a proteggerli, ma saranno necessarie ulteriori ricerche prima di poter essere sicuri di questo», ha affermato ancora Maheshi Ramasamy.
In effetti, sono ancora in corso i test di fase avanzata, ossia di fase III, che dovranno confermare in via definitiva quanto emerso finora in relazione all’immunità offerta dal candidato vaccino alle persone più a rischio. I risultati dovrebbero arrivare “probabilmente nelle prossime settimane”, si legge nel rapporto pubblicato su The Lancet.

Il candidato vaccino contro Covid-19 di Oxford-AstraZeneca, chiamato AZD1222 o ChAdOx1 nCoV-19, è stato uno tra i primi a essere studiato e sviluppato fin dall’inizio della pandemia, anche se altre società, Pfizer Inc, BioNTech e Moderna Inc nello specifico, hanno già pubblicato i risultati delle sperimentazioni sui loro prodotti contro il nuovo coronavirus. In particolare, le due aziende hanno diffuso nei giorni scorsi la notizia che il loro prodotto ha mostrato un’efficacia superiore al 90% contro SARS-CoV-2.

Sia il candidato vaccino di Moderna sia quello di Pfizer Inc con BioNTech, sono stati sviluppati con una tecnologia innovativa basata sull’ RNA messaggero, mRNA, mentre quello di AstraZeneca e dell’Università di Oxford è costituito da un vettore virale rappresentato da un comune virus del raffreddore presente negli scimpanzé e opportunamente indebolito per non risultare patogeno nell’uomo.

Complessivamente, lo studio di fase II di AstraZeneca e di Oxford ha arruolato 560 soggetti volontari e sani: 160 di età compresa tra i 18 e i 55 anni, 160 tra i 56 e i 69 anni e 240 di età pari o superiore a 70 anni. I partecipanti alla sperimentazione hanno ricevuto o due dosi di vaccino o due dosi di placebo. Al momento non sono sono stati osservati effetti collaterali particolarmente gravi. AstraZeneca ha già stipulato accordi a livello mondiale con numerose Nazioni che diventeranno operativi subito dopo la comunicazione dei risultati definitivi attesi a breve scadenza.

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