Si aprono nuove prospettive nella lotta contro SarS-CoV-2. Un’indagine scientifica, svolta dall’Istituto oncologico di ricerca di Bellinzona (Ior) e dal Vimm-Università di Padova, ha di recente ottenuto buoni risultati sui farmaci Serm, modulatori selettivi dei recettori estrogenici utilizzati nella terapia del cancro della mammella.

Questi medicamenti, infatti, potrebbero essere efficaci nel combattere l’infezione Covid-19, la malattia causata da SarS-CoV-2, l’agente virale responsabile della pandemia tuttora in corso che ha provocato finora 11 milioni di contagi, 2.400.000 morti e danneggiato gravemente l’economia di tutto il pianeta.

Lo studio dello Ior ha utilizzato i dati del Registro dei tumori del Veneto che dimostrano un rischio diminuito di ammalarsi di COVID-10 nelle donne che hanno ricevuto i Serm come terapia contro il cancro della mammella. Il trial, condotto da Arianna Calcinotto (Group Leader allo Ior), sta ora valutando il possibile impiego di questa categoria di medicamenti per la cura dei malati di COVID-19. 

Sono più di 51mila le donne coinvolte in Veneto nello studio e sottoposte a tampone per la ricerca di SarS-CoV-2 nel corso della prima ondata epidemica della malattia (inverno-primavera 2020). I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista oncologica Annals of Oncology. L’idea di questa analisi nasce dal ruolo svolto dagli ormoni sessuali nel decorso clinico di COVID-19. Queste sostanze hanno infatti funzioni di regolazione sia del sistema immunitario sia delle diverse sostanze proteiche che giocano un ruolo nell’infezione da coronavirus, ad esempio MPRSS e ACE2, il recettore che permette l’aggancio e l’entrata nel citoplasma cellulare del nuovo coronavirus.

L’analisi dell’ampio campione disponibile, costituito da donne colpite da carcinoma mammario e trattate con farmaci Serm, ha consentito di mettere in evidenza una frequenza diminuita di manifestazioni cliniche di Covid-19. Questi dati consentono di ipotizzare che i Serm svolgono un ruolo finora misconosciuto che in qualche modo rende difficile al virus penetrare nelle cellule dove successivamente si replica. 

È quindi possibile ritenere che questa categoria di farmaci sia utilizzabile anche come terapia contro COVID-19. Commentando i dati dello studio, Arianna Calcinotto ha affermato: “Il risultato che abbiamo ottenuto, seppur richieda un campione più ampio e ulteriori studi molecolari per far luce sul meccanismo e sull’effetto protettivo osservato nelle donne sotto trattamento con i farmaci Serm, individua una nuova e possibile strada per prevenire o attenuare gli effetti del virus”. 

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