L’azienda Bio Hemp Farming ha ricevuto l’autorizzazione a coltivare cannabis con l’obiettivo di produrre cannabinoidi destinati alla farmaceutica. La decisione arriva con uno specifico decreto emanato dal Ministero della Salute italiano. Si tratta della prima società in Italia a ottenere luce verde in questa direzione. Sono passati diversi anni, ormai, da quando uno dei principi attivi della canapa, il cannabidiolo (Cbd), ha cominciato a essere utilizzato come principio attivo farmacologico per il trattamento di particolari e rari disturbi convulsivi.

La comunità scientifica, peraltro, per molto tempo non ha preso in seria considerazione l’utilizzo terapeutico di questa sostanza. Ora le cose stanno cambiando e, a conferma dell’interesse e della credibilità dell’impiego farmacologico del Cbd, il regolatore dei farmaci statunitense e quello europeo, ossia la Food and Drug Administration (FDA) e l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) rispettivamente, hanno concesso l’autorizzazione al primo farmaco contenente cannabidiolo, uno sciroppo per la cura di sindromi convulsive rare.

Il Cbd non ha azione psicoattiva, come stabilito dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la quale ha infatti affermato che, a differenza del tetraidrocannabinolo (Thc) “negli esseri umani, il Cbd non mostra effetti di potenziale abuso o dipendenza. Ad oggi, non ci sono prove di problemi di salute pubblica associati al suo uso puro”. Il tal senso La Fda statunitense considera legali le piante di canapa che contengono Thc in percentuale inferiore allo 0,3%.

È possibile che l’uso del Cbd in medicina venga esteso ad altre condizioni patologiche nel prossimo futuro. Secondo il parere di diversi scienziati, infatti, questa sostanza avrebbe il potenziale per trattare anche altre malattie oltre a quelle che provocano convulsioni. Bio Hemp Farming fa parte del gruppo Crystal Hemp, una società che si occupa di sviluppare prodotti contro l’infiammazione cronica basati su principi attivi che agiscono sul sistema endocannabinoide.

Bio Hemp Farming svolge la sua attività nell’ambito di un consorzio che comprende anche Bio Hemp Trade, azienda che si interessa di sviluppo e ricerca sulla canapa in ambito agricolo, e che, sul piano operativo ha costruito un centro di trasformazione industriale della cannabis inaugurato nel mese di ottobre 2020, e la Cooperativa Palma d’Oro, la quale coltiva canapa italiana in 300 ettari di terreno utilizzando i protocolli Gacp.

Pietro Paolo Crocetta, presidente di Bio Hemp Farming, commentando la decisione di autorizzazione del Ministero della Salute, ha espresso la sua soddisfazione affermando: “Dopo un lavoro durato anni fatto di interlocuzioni con i Ministeri competenti nel tentativo di trovare la strada migliore dal punto di vista regolatorio e di sicurezza per procedere alla cessione di canapa finalizzata alla produzione di farmaci, siamo fieri di aver raggiunto questo importante traguardo, che per noi è il riconoscimento del duro lavoro iniziato tanti anni fa. Ora anche per l’Italia si aprono possibilità importanti in un mercato sempre più strategico a livello internazionale”.

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