La concessione di licenze gratuite per la produzione  dei vaccini anti-Covid nei diversi paesi potrebbe essere uno strumento utile per superare i molti colli di bottiglia che frenano le attuali forniture a livello europeo. La proposta di un gruppo di ricercatori della School of Public Health dell’università di Bielefeld (Germania) è contenuta in una lettera recentemente pubblicata su The Lancet. I ritardi nelle forniture sono continui, motivati spesso da problemi di produzione, e mettono a dura prova la capacità di confermare nei fatti la programmazione delle campagne vaccinali nei vari paesi.

Il nodo dei finanziamenti pubblici

I firmatari della lettera hanno posto l’accento sulla discrepanza tra gli elevatissimi finanziamenti pubblici che le aziende farmaceutiche hanno ricevuto nell’ultimo anno per la ricerca in ambito Covid, spesso nella forma di advance purchase agreements, e l’assenza di clausole condizionali nei contratti firmati dai governi (la Commissione europea in ambito UE)che permettano la produzione su licenza gratuita dei vaccini nei vari paesi, ad esempio tramite il meccanismo del patent pool.

Questo tipo di approccio permetterebbe di perseguire una rete più capillare di siti produttivi per i vaccini, che non sarebbero più limitati solo a quelli dell’azienda produttrice e dei suoi sub-fornitori di contract manufacturing, è l’obiezione dei ricercatori tedeschi.

Un accordo ad hoc o licenze obbligatorie

Il suggerimento per superare l’attuale condizione di stallo sostanziale delle forniture dei vaccini in ambito europeo, in assenza di un accordo ad hoc con le case farmaceutiche per la messa a disposizione della proprietà intellettuale, potrebbe per il gruppo di lavoro tedesco prendere la forma di licenze obbligatorie concesse direttamente dai governi a seguito delle circostanze eccezionali legate all’emergenza di sanità pubblica. Un approccio che potrebbe beneficiare della potenzialità produttiva di vaccini dell’Unione Europea (60% della produzione mondiale da soli 13 paesi UE), dopo una fase di necessaria riconversione industriale. 

Il Tavolo sui vaccini del Mise

In Italia, intanto, la quarta riunione del Tavolo sui vaccini istituito dal ministero della sviluppo economico si è tenuta lo scorso 31 marzo e ha visto la sostanziale disponibilità di almeno quattro aziende ad avviare produzioni in modo diretto o conto terzi. 

Un obiettivo che richiede da un lato disponibilità di incentivi economici per le aziende che parteciperanno alla sfida ambiziosa di lavorare per giungere, entro il 2021, all’autosufficienza vaccinale del paese. Dall’altro, sottolinea la nota del Mise, è necessario anche lavorare alla semplificazione del quadro normativo e regolatorio dell’industria farmaceutica nel suo complesso.

Il Tavolo sui vaccini è stato presieduto dal ministro Giancarlo Giorgetti e ha visto la partecipazione anche del presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi e del presidente  di Aifa, Giorgio Palù, oltre che del consulente economico per il dossier vaccini, Giovanni Tria, e del gen. Antonio Battistini in rappresentanza della Struttura commissariale sull’emergenza Covid.

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