I farmaci biologici si stanno affermando sempre più come i nuovi protagonisti dell’approccio alla cura delle malattie del terzo millennio; un mercato in crescita esponenziale, dai 9,93 miliardi di dollari del 2020 a un valore stimato per il 2026 pari a $18,90 mld, con un tasso di crescita del 11.2% Cagr/anno. Un rapporto di Research & Markets fa il punto sull’offerta delle Contract Development & Manufacturing Organisations (CDMO) per la produzione di farmaci biologici.

Il settore che comprende i farmaci originator a base di grandi molecole, i biosimilari e le terapie geniche e cellulari è atteso raggiungere un valore di $133 mld nel 2023, anche se i volumi rimangono comunque minori rispetto al mercato dei medicinali a base di small molecules, come pure il numero di approvazioni regolatorie (17 prodotti biologici approvati nel 2018 da FDA, vs 42 a base di piccole molecole).

Le opportunità per il CDMO

Il mercato Nord americano (US e Canada) rimane l’area di maggior interesse per le imprese del mondo CDMO. Gli Stati Uniti, in particolare, nel 2019 hanno rappresentato da soli poco meno della metà (48%) delle intere vendite farmaceutiche globali (dati Iqvia); un trend simile è osservato anche in termini di spesa R&D, pari a $79,6 mld nel 2018 (dati PhRMA). 

Le attese degli analisti di Research & Markets prevedono un analogo trend di crescita dell’offerta di CDMO su questo mercato, con le imprese impegnate in investimenti per aumentare la capacità di produzione a servizio dei propri clienti. Un esempio in tal senso è rappresentato da AGC Biologics (azienda che ha acquisito l’italiana Molmed), che ad agosto 2020 ha chiuso un accordo con Ono Pharmaceutical per la produzione di un prodotto biofarmaceutico per lo sviluppo clinico, con un investimento di $100 mln per acquisire nel sito pre la produzione su larga scala di Boulder (Colorado). Anche un altro player globale, la taiwanese Bora Pharmaceuticals, sta investendo nel rafforzare la sua presenza nel mercato Nord americano. A dicembre 2020, più in particolare, ha acquisito lo stabilimento GSK di Mississauga (Canada), destinato a diventare i nuovi headquarter per il Nord America.

Altri player importanti del mondo CDMO includono Boehringer Ingelheim, Wuxi Biologics, Samsung Biologics, Lonza Group e Fujifilm Diosynth Biotechnologies USA; la strategia con cui essi affrontano il mercato è molto variabile e offre alle aziende clienti molte diverse opportunità di collaborazione, dalle joint venture alle acquisizioni, dagli accordi per il lancio alle partnership. 

Alcuni esempi di operazioni significative dell’ultimo anno includono, ad esempio, la collaborazione tra Lonza e IsoPlexis per l’utilizzo della piattaforma proteica automatizzata IsoLight per aumentare la capacità di produzione di terapie cellulari. Boehringer Ingelheim ha, invece, puntato sull’acquisizione dell’azienda belga Global Stem cell Technology (GST), specializzata nello sviluppo e produzione di terapie rigenerative a base di cellule staminali per utilizzi in ambito ortopedico e metabolico veterinario. WuXi Biologics, infine, ha chiuso un accordo per la realizzazione di un nuovo impianto di produzione biofarmaceutica all’interno del cluster The Reactory di Worcester, gestita dalla Worcester Business Development Corporation (WBDC).

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