Il nuovo programma quadro per la ricerca 2021-2027 Horizon Europe (HE), già attivo in modo provvisorio dal gennaio di quest’anno, è stato ufficialmente approvato a fine aprile dal Parlamento europeo con 677 voti a favore. Punti chiave delle azioni messe in capo per i prossimi anni sono l’ottimizzazione dei sistemi sanitari dei paesi membri al fine di fronteggiare al meglio le possibili nuove pandemie, e i temi dell’innovazione e delle agende verdi e digitali al centro delle politiche della Commissione europea. Il budget complessivo del programma è pari a €95,5 miliardi, di cui €5,4 mld dedicati al Next Generation EU recovery plan.

Horizon Europe preparerà l’UE per il futuro, supportando i suoi sistemi sanitari, la decarbonatizzazione della sua industria e l’innovazione del suo business. Supporterà anche i ricercatori europei. Un investimento in ricerca e innovazione che permetterà di affrontare le sfide future”, ha commentato  il parlamentare europeo Dan Nica, rapporteur per il regolamento del programma quadro.

Tre pilastri di azione

La capacità dell’Unione Europea di fronteggiare le sfide globali poste dalla transizione verso i nuovi modelli di società e produzione – tutti volti da un lato a contrastare il cambiamento climatico e a raggiungere la neutralità climicatica, dall’altro a fare tesoro delle grandi potenzialità aperte dalla penetrazione massiva delle tecnologie digitali in tutti gli ambiti sociali e d’impresa – saranno al centro delle azioni Global Challenges e European Industrial Competitiveness di HE. Sempre in questo contesto si collocano anche le European Partnerships, che coinvolgeranno attori pubblico-pubblico o pubblico-privato, e le attività tecnico-scientifiche del Joint Research Centre (JRC) a supporto dei decisori UE. 

Il secondo pilastro di HE, la Scienza di Eccellenza, punta a favorire lo sviluppo di progetti di frontiera, definiti, finanziati e coordinati dallo European Research Council (ERC), che sarà anche responsabile per i programmi di scambio dei ricercatori e per gli investimenti in infrastrutture di ricerca. Un miliardo di euro è il budget a disposizione dell’ERC per il sostegno alla ricerca di base.

Lo European Innovation Council (EIC) sarà invece coinvolto nel terzo pilastro di Horizon Europe, l’Europa Innovativa, che punta a fare dell’UE un leader globale nella creazione di innovazione mirata al mercato. Una maggiore integrazione di educazione superiore, business, ricerca e imprenditorialità sarà perseguita attraverso il rafforzamento del campo di azione dello European Institute of Innovation and Technology (EIT).

Abbiamo raggiunto un budget ambizioso e bilanciato, che supporta fortemente sia la ricerca fondamentale che quella tematica. Horizon Europe costituirà una parte cruciale della ripresa europea. Con questo programma, l’UE si è anche impegnata a difendere sul piano legale la libertà accademica nel continente”, ha aggiunto Christian Ehler, rapporteur del programma  specifico presso il Parlamento.

Dalle università critiche all’impostazione di ERA

Pochi giorni prima dell’approvazione del nuovo programma quadro, il mondo accademico delle università ad alto tasso di ricerca, rappresentato dalle associazioni CESAER (Conference of European Schools for Advanced Engineering Education and Research) e LERU (League of European Research Universities) ha inviato una lettera alla presidente Ursula von der Leyen per manifestare le proprie perplessità circa l’approccio scelto dalla Commissione per la gestione della European Research Area (ERA). Le due associazioni chiedono di migliorare il Patto per la ricerca e l’innovazione in Europa, onde rafforzarne l’impatto sul piano legale e garantire il coinvolgimento immediato e strutturato degli stakeholder R&I nella governance dell’agenzia e nello sviluppo del Patto stesso.

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