Sono quattro i progetti di ricerca su nuovi anticorpi monoclonali per il trattamento della malattia Covid-19, finanziati per un totale di 2,7 milioni di euro all’interno del bando lanciato lo scorso febbraio dal’Agenzia italiana del farmaco. La graduatoria, approvata con delibera n. 28 del 19 maggio 2021, ha premiato i progetti che vedono in qualità di responsabili scientifici Evelina Tacconelli, Marco Marietta, Andrea Antinori e Luca Richeldi.

Aifa – ha commentato il direttore generale, Nicola Magrini – si è impegnata a dedicare una quota di fondi di ricerca per favorire studi clinici indipendenti utili a comprendere meglio il ruolo terapeutico di questa famiglia di farmaci e a promuovere valutazioni di efficacia comparativa tra i diversi monoclonali. Il numero elevato di proposte di studi clinici ricevuti testimonia la vitalità delle piattaforme di ricerca collaborativa in Italia”.

La delibera di Aifa raccomanda anche che le risorse del Fondo per la convenzione e i progetti scietifici dell’Agenzia non ancora impiegate siano destinate a finanziare progetti anche di tipo virologico, oltre che immunologico, per meglio rispondere alla grande variabilità dimostrata dal virus Sars-CoV-2.

Obiettivo trasferire i risultati

I quattro studi finanziati da Aifa (tra i quattordici che hanno partecipato al bando) puntano a supportare la dimostrazione di efficacia degli anticorpi monoclonali nella cura dei pazienti Covid-19 in fase precoce di malattia, non ospedalizzati e che presentino o meno fattori di rischio che possano aggravare la prognosi. La scelta dell’Agenzia è caduta sui progetti che hanno mostrato maggiori elementi di fattibilità e concreta operatività, e i cui risultati siano quindi potenzialmente facilmente trasferibili nella pratica clinica. 

I progetti selezionati per il finanziamento si connotano per elevato valore scientifico e hanno il potenziale per poter utilmente contribuire a definire in modo compiuto il ruolo della terapia con anticorpi monoclonali nel prevenire la progressione verso le forme più gravi di Covid-19. Credo che vada sottolineata come elemento qualificante per il Paese questa iniziativa promossa da Aifa, coerente con un approccio rigoroso di ricerca clinica relativamente a questa opzione terapeutica”, ha sottolineato il presidente della Commissione che ha valutato i progetti, Franco Locatelli.

Ok di Ema su un nuovo anticorpo monoclonale

Intanto l’Agenzia europea dei medicinali (Ema) si è espressa positivamente in un advice relativo all’anticorpo monoclonale sotrovimab (noto anche come VIR-7831 e GSK4182136); le conclusioni di Ema potranno ora supportare il processo decisionale a livello nazionale per un possibile uso dell’anticorpo prima di giungere alla concessione dell’Aic. Una rolling review centralizzata del prodotto è, invece, iniziata lo scorso 7 maggio e costituirà la base per la concessione della domanda di autorizzazione Aic a livello europeo.

Secondo quanto reso noto, sotrovimab potrà essere usato in pazienti Covid di almeno 12 anni di età e 40 kg di peso, che non richiedano terapia di supplementazione con ossigeno e che siano a rischio di progressione verso forme più gravi della malattia. La via di somministrazione è per infusione endovenosa.

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