Nel corso del suo intervento a conclusione dei recente vertice mondiale sulla salute, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha riportato l’attenzione sulla possibilità di dar vita a un trattato internazionale sulle pandemie, basato sulla costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Una proposta già avanzata da Michel insieme al direttore generale di OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Questa idea è sostenuta dai capi di stato e di governo di numerosi paesi in tutto il mondo; so tuttavia che alcuni sono ancora riluttanti”, ha spiegato il presidente del Consiglio europeo nel suo discorso.

Il trattato avrebbe l’obiettivo di stabilire regole chiare e un quadro ben definito a cui tutti dovrebbero fare riferimento, permettendo così di garantire una maggiore equità e incisività in caso di necessità, favorendo altresì l’accesso alle informazioni, ai finanziamenti, ai vaccini e alle contromisure da mettere in atto per contrastare le nuove minacce pandemiche. “Uno strumento giuridicamente vincolante costituirebbe inoltre la base più efficace per un sistema internazionale di prevenzione e sorveglianza e per la raccolta e lo scambio di dati scientifici”, ha aggiunto Charles Michel.

L’importanza dei dati in tempi di pandemia

Il presidente del Consiglio europeo ha segnalato l’importanza di disporre, nei periodi di crisi, di dati credibili e informazioni aggiornate per guidare il processo decisionale e lo sviluppo di vaccini, medicinali o dispositivi medici e di protezione. La proposta verte sulla creazione di un hub per l’intelligence pandemica ed epidemica, elemento considerato importante al fine di rafforzare la cooperazione internazionale, mettendo in piena evidenza i possibili vantaggi derivanti dall’istituzione di strumenti collaborativi, applicabili in tutti i settori e in tutti i continenti e che coinvolgano portatori di interessi sia pubblici che privati.

Dobbiamo creare un ambiente in cui tutti gli scienziati, gli operatori sanitari e i governi possano unirsi per una causa comune. Lavorare insieme per elaborare nuove soluzioni volte a proteggere ciò che abbiamo di più prezioso: la nostra salute e la nostra vita. Ed è esattamente questo l’obiettivo che vogliamo conseguire con questo trattato internazionale”, ha ribadito il presidente del Consiglio europeo. 

Charles Michel ha anche richiamato nel suo intervento le lezioni apprese in seguito all’emergenza Covid-19, che ha trovato impreparati i vari paesi. Gli ultimi due anni hanno evidenziato divari nei livelli di preparazione delle singole nazioni, ma anche gravi carenze nella governance globale. Un esempio in tal senso è rappresentato, per Michel, dalla condivisione delle informazioni: solo grazie alla disponibilità degli strumenti giusti sarebbe possibile condividere rapidamente informazioni essenziali per salvare vite umane. “Questo significa che dobbiamo condividere i dati sulle modalità di diffusione di un virus, sulle persone più vulnerabili e sui trattamenti più efficaci. Mediante la cooperazione e la fiducia reciproche possiamo elaborare meccanismi e soluzioni comuni a livello globale, regionale e locale. E non c’è dubbio che dobbiamo apprendere e attuare nuove modalità di lavoro”, ha concluso Michel.

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