Adriano Chiò

L’importante riconoscimento Forbes Norris Award 2021, con cui ogni anno la International Alliance delle ALS/MND Associations premia i progressi scientifici nel campo della lotta alla sclerosi laterale amiotrofica (SLA) è stato assegnato ad Adriano Chiò, docente di neurologia all’Università di Torino e Direttore di Neurologia 1 universitaria e del Centro Regionale Esperto per la Sclerosi Laterale Amiotrofica dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino. Chiò ha ricevuto il riconoscimento, che premia la cura e l’assistenza dei pazienti ed il progresso delle conoscenze scientifiche, nel corso del recente 32° International Symposium on ALS/MND.

Sono estremamente onorato – ha dichiarato Adriano Chiò – di ricevere il Forbes Norris Award. Questo riconoscimento rappresenta l’apice di un lavoro di squadra che voglio condividere con tutto il gruppo del CRESLA e mi spinge a proseguire con sempre maggiore entusiasmo e forza verso l’obiettivo di un trattamento efficace per la SLA”.

Una storia lunga trent’anni

Il riconoscimento al docente torinese testimonia dell’impegno verso pazienti e famiglie profuso  fina dal 1988, quando Adriano Chiò aprì alle Molinette il primo ambulatorio dedicato alla SLA in un ospedale universitario pubblico italiano. Da questo primo seme si è evoluta, nel corso degli anni, una rete regionale completa di assistenza multidisciplinare, organizzata secondo il modello hub and spoke. Più in paticolare, già alla fine degli anni ’90 il professor Chiò aveva creato un servizio di supporto psicologico, focalizzato in modo particolare sul ruolo e l’onere degli assistenti dei pazienti, mentre nel 2000 ha istituito un servizio di assistenza domiciliare per i pazienti affetti da SLA. Il Centro SLA di Torino, infine, è stato riconosciuto nel 2009 dalla Regione Piemonte come Centro Esperto Regionale di riferimento per la cura della malattia. Sempre nel 2009, Adriano Chiò ha promosso anche la prima collaborazione italiana con le unità di cure palliative, attraverso l’organizzazione di uno specifico protocollo di cura negli stadi avanzati della malattia, iniziativa che si è dimostrata essere determinante per l’estensione delle cure palliative ai malati di SLA.

Lungo questo percorso, ogni paziente ha avuto anche la possibilità di partecipare alla ricerca e la garanzia del rispetto delle sue scelte personali. La ricerca condotta dal gruppo del professor Chiò ha permesso di mettere in luce diversi aspetti della malattia e di migliorare la conoscenza e la gestione clinica dei pazienti affetti da SLA.

Viene oggi ripagato un impegno straordinario non soltanto nella ricerca per la cura della SLA, ma anche una fondamentale attenzione alla qualità della vita dei pazienti e al supporto alle persone che prestano loro assistenza – ha commentato il Rettore dell’Università di Torino, Stefano Geuna -. Si premia così un medico neurologo che, insieme al suo staff, ha saputo guardare dal principio alla cura con uno sguardo aperto, ben consapevole dell’importanza del contesto sociale nel quale la malattia produce i suoi effetti”.

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