L’epidemia da abuso di oppioidi nel Nord America è passata un po’ in secondo piano negli ultimi anni, ma un nuovo allarme è stato lanciato dalla Stanford-Lancet Commission, all’interno dell’ultimo report: senza interventi efficaci, potrebbero essere oltre 1,2 milioni i nuovi morti attesi da qui al 2029. Un cifra più che doppia rispetto ai decessi fatti registrare negli ultimi vent’anni (600 mila dal 1999). Nel solo 2020 le morti da overdose di oppioidi sono aumentate del 37% negli Stati Uniti, e ben del 67% in Canada. Nonostante una parte di questo aumento possa essere attribuibile agli effetti della pandemia di Covid-19, il report sottolinea tuttavia come la traiettoria ascendente fosse già evidente anche prima della comparsa della nuova malattia.

La Stanford-Lancet Commission evidenzia la necessità di mettere in campo nuove misure che considerino la dipendenza da questo tipo si sostanza alla stregua dei una condizione cronica su cui prioritizzare gli interventi. “Per salvare vite e ridurre immediatamente la sofferenza, c’è urgente bisogno di una strategia di sanità pubblica coesiva e di lungo termine, che possa limitare e in ultimo superare il potere d’influenza dell’industria farmaceutica sui sistemi sanitari. Sistemi sanitari che devono aumentare fortemente i loro sforzi per aiutare le persone che stanno combattendo con questa dipendenza”, ha commentato il Chair della Commissione, il docente della Stanford University Keith Humphreys. 

Il documento pone l’accento sulla ricerca di profitto da parte delle aziende farmaceutiche, dinamica che andrebbe in parallelo con i fallimenti degli interventi messi in atto dalle istituzioni americane, tra cui FDA, Dipartimento della Giustizia e Joint Commission. I farmaci oppioidi sono ampiamente utilizzati soprattutto nella terapia del dolore, nelle cure palliative e in campo tumorale; il report indica come negli ultimi anni questo tipo di medicinale venga sempre più frequentemente prescritto anche per il trattamento di breve termine di problemi quali il dolore lombare o l’emicrania. Il rischio, in assenza di adeguata supervisione sull’utilizzo di queste sostanze, potrebbe essere dapprima legato allo sviluppo di dipendenza, che potrebbe poi spostarsi anche verso il ricorso a sostanze illecite e molto pericolose, come l’eroina. Le overdose fatali di oppioidi, indicano i dati della Stanford-Lancet Commission, si riferiscono sopratutto a uomini di giovane o mezza età. 

La richiesta è di migliorare con urgenza la normativa sulle pratiche di sovra-prescrizione, rendendo una funzione governativa il monitoraggio post-approvazione e la mitigazione del rischio. La Stanford-Lancet Commission indica anche l’opportunità di esporre pubblicamente i gruppi di advocacy “artificiali” finanziati dall’industria, ripristinando i limiti per le donazioni delle multinazionali alle campagne politiche. “Ciò comprende isolare la comunità medica dall’influenza delle società farmaceutiche, e chiudere le costanti revolving doors tra regolatori e industria”, ha commentato Howard Koh, membro della Commissione e docente della T.H. Chan School of Public Health.

In assenza d’interventi, è un altro avvertimento lanciato dal report, l’epidemia da overdose di oppioidi potrebbe espandersi anche al di fuori del Nord America. A tal fine, i regolatori sono esortati a mettere uno stop all’esportazione di pratiche aggressive di promozione degli oppioidi, sul modello di quanto avvenuto per il tabacco. La Commissione chiede anche alle nazioni ad alto reddito,  e che sono base di molte aziende produttrici di questo tipo di prodotti, di estendere le restrizioni e le sanzioni legali alle operazioni globali. L’Organizzazione mondiale della sanità e le nazioni donatrici dovrebbero anche provvedere a rifornire gratuitamente di morfina gli ospedali dei paesi a iù basso reddito.

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