AIFA ha pubblicato sul suo sito i dati del monitoraggio della spesa farmaceutica per il triennio 2018-2020. I dati evidenziano un andamento sostanzialmente stabile negli ultimi tre anni, con una spesa media di 19,4 miliardi di euro/anno. 

Tra le principali indicazioni del documento, si segnala la quota significativa della spesa per l’acquisto privato da parte dei cittadini (circa 7,2 miliardi nel 2020), in aumento insieme alla spesa per acquisti diretti a carico del SSN: una andamento, sottolinea Aifa, che richiede di monitorare in modo attento la spesa privata per poterne meglio valutare l’appropriatezza.

I tetti per la spesa farmaceutica, istituiti nel 2008, sono stati più volte rideterminati; tuttavia, segnala il rapporto, dal 2015 si è assistito a un cronico sfondamento dei tetti di spesa per gli acquisti diretti (ospedalieri), e all’aumentare della capienza del tetto di spesa farmaceutica convenzionata. Il 2021 ha visto un finanziamento totale del 14,85% del Fondo Sanitario Nazionale (FSN) per la farmaceutica; al suo interno, il 7,0% del FSN è stato destinato alla spesa convenzionata (vs il vigente 7,96), il 7,85% agli acquisti diretti (in crescita dall’attuale 6,89).

La spesa farmaceutica convenzionata è diminuita in media del 5,9% nel periodo dicembre 2017-dicembre 2020. La variazione è piuttosto frammentata a livello regionale, con una diminuzione massima per Marche (-14,5%) e Abruzzo (-14,1%); solo la Lombardia ha fatto segnare un trend in leggero aumento (+2,4%). Valle d’Aosta, province autonome di Trento e Bolzano, Molise e Basilicata hanno registrato un massimo di spesa entro i 10 mln di euro, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Umbria, Marche, Abruzzo, Calabria e Sardegna tra 10 mln e 25 mln di euro, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Puglia tra 25 mln e 55 mln di euro, Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia hanno superato tale limite. Tutte le regioni hanno rispettato il tetto soglia del 7,96% .

La spesa per acquisti diretti, comprensiva dei gas medicinali, ha mostrato un costante aumento, nel periodo considerato, del 17,6% in media a livello nazionale. Numerose le regioni che hanno sforato il tetto del 20%; a livello nazionale la percentuale di incidenza sul fondo è passata da 8,37% per dicembre 2017 a 9,21% del dicembre 2020.

A livello di spesa complessiva (convenzionata + acquisti diretti, compresi gas medicinali) si è osservato a livello nazionale il superamento delle risorse disponibili apri all’1% del tetto.  Il rapporto indica che, considerando il dato consolidato del 2020, la compensazione potrebbe generare un avanzo di risorse nel caso di Valle D’Aosta, Veneto, province autonome di  Trento e Bolzano.

In ultimo, l’emergenza Covid e i relativi stanziamenti di nuovi fondi hanno portato nel 2020 a un aumento complessivo del Fondo Sanitario Nazionale di 3,6 miliardi di euro, con un conseguente impatto sui tetti di spesa. Il rapporto di monitoraggio indica che, per quanto riguarda la spesa convenzionata, anche in assenza dei fondi Covid aggiuntivi rispetto al FSN tutte le regioni avrebbero rispettato il tetto di spesa del 7,96%. Al contrario, nel caso degli acquisti diretti l’assenza dei fondi aggiuntivi Covid avrebbe ulteriormente incrementato il disavanzo rispetto alle risorse disponibili. Nel caso dei gas medicinali, lo stanziamento dei fondi aggiuntivi Covid ha permesso di evitare lo sfondamento del tetto dello 0,20% dell’FSN.

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