Più della metà dei consumatori europei (55%) acquista integratori alimentari e una quota ancora maggiore (62%) ne fa un uso giornaliero. I dati provengono dal rapporto “Food Supplements in Europe: Market Overview & Consumer Behaviour Insights”, realizzato da EPPA per conto di AESGP, l’associazione europea dell’industria dell’autocura. La ricerca si è basata su un campione di 6 mila consumatori e sui dati forniti dai principali produttori, rappresentanti il 65% del mercato europeo.

Questo studio conferma l’importanza strategica degli integratori alimentari nel responsabilizzare le persone di prendersi cura della propria salute e benessereha commentato Oliver Hartmann, direttore Regulatory and Legal Affairs di AESGP – Grazie all’elevata fiducia dei consumatori e a un mercato dinamico, gli integratori alimentari si sono fermamente consolidati come prodotti sanitari di largo consumo”.

I dati principali del rapporto

Il rapporto segnala come i consumatori europei ripongano un’elevata fiducia (82%) nell’utilizzo degli integratori come strumento per la cura della propria salute. Positivo anche il dato (78%) relativo alla fiducia nella sicurezza e qualità di questa tipologia di prodotti. Ricordiamo che gli integratori alimentari sono classificati all’interno della normativa europea degli alimenti e sono finalizzati a correggere carenze nutrizionali, a mantenere un’assunzione adeguata di determinati nutrienti e a supportare specifiche funzioni fisiologiche. Tra i principali driver che spingono i consumatori europei all’acquisto di integratori, il rapporto identifica il supporto complessivo alla salute (63%), il rafforzamento dell’immunità (52%) e la riduzione del senso di fatica (48%). L’acquisto degli integratori fa seguito soprattutto al consiglio del medico (34%), ma anche a ricerche effettuate in proprio dal consumatore (15%) o dai consigli di amici e familiari (14%).

Il mercato europeo è caratterizzato dalla presenza di oltre 2.500 prodotti, a base di oltre mille formulazioni diverse commercializzate in diversi formati (es. compresse, capsule soffici, sciroppi, caramelle gommose, polveri, ecc.). Tra i prodotti più diffusi si trovano le vitamine (in particolare le vitamine C, D, B6, B12 e la folina) e i minerali (tra cui sopratutto magnesio, zinco, calcio, ferro e selenio). Il fatturato aggregato delle aziende partecipanti alla ricerca nel 2023 è stato di 1,3 miliardi di euro, dato che rappresentava il 31-40% del fatturato aziendale e il 41-50% del portfolio complessivo delle aziende.

Tra i driver principali che dovrebbero supportare la crescita delle vendite nel prossimi cinque anni, stimata nel 5%, figurano l’innovazione e il lancio di nuovi prodotti, le attività di e-commerce per espandere la distribuzione (anche a livello geografico), una maggiore attenzione dei consumatori alle diete sostenibili, all’autocura e alla consapevolezza nel campo della salute, oltre che l’evoluzione sul piano normativo, la validazione scientifica di questi prodotti e i cambiamenti demografici della popolazione europea. Le sfide chiave a cui il settore degli integratori alimentari dovrebbe essere chiamato a rispondere includono, invece, la saturazione del mercato e la crescente pressione sui prezzi conseguente alla maggiore competizione. A queste si affiancano l’aumento dei costi produttivi e delle materie prime e la possibile mancanza di fiducia dei consumatori conseguente alla mancanza di solidi dati scientifici.