Secondo l’analisi di Assosalute-Federchimica, su dati New Line-Ricerche di Mercato, il mercato dei farmaci senza obbligo di prescrizione chiude il 2025 all’insegna della stabilità, confermando il progressivo assestamento post-pandemico e mantenendosi su livelli superiori rispetto al periodo pre-Covid. Un segnale che interessa da vicino l’intera filiera dell’industria chimico-farmaceutica, chiamata a misurarsi con una domanda sempre più legata a fattori stagionali e a dinamiche epidemiologiche variabili.
Nel corso del 2025 sono state dispensate quasi 292 milioni di confezioni di farmaci senza ricetta, con una flessione dell’1,5% rispetto all’anno precedente. A fronte di una contrazione dei volumi, la spesa complessiva ha invece raggiunto i 3,2 miliardi di euro, segnando un incremento del 2,8%. Il quadro che emerge è quello di un comparto che ha superato la fase di volatilità estrema degli anni pandemici, caratterizzati da picchi e rimbalzi anomali, per tornare a una fisiologia di mercato più prevedibile. La presenza endemica del SARS-CoV-2 e la persistenza di sindromi respiratorie stagionali continuano tuttavia a incidere in modo diretto sulle performance del settore. Per le imprese dell’industria chimico-farmaceutica, questo significa operare in un contesto meno emergenziale ma ancora fortemente condizionato dall’andamento epidemiologico, con implicazioni rilevanti in termini di pianificazione produttiva, gestione delle scorte e strategie commerciali.
Stagionalità e farmaci respiratori
Il 2025 ha evidenziato una dinamica differente rispetto alla stagione influenzale precedente. Il picco di incidenza delle patologie respiratorie si è registrato nella 51ª settimana del 2025, con 17,5 casi ogni 1.000 assistiti, anticipando quello dell’annata precedente. L’andamento è stato più rapido sia nella fase di crescita sia in quella di discesa, determinando un maggiore ricorso ai farmaci da banco a inizio e fine anno, ma una contrazione nel resto dei mesi. L’impatto è stato particolarmente evidente sui farmaci per l’apparato respiratorio, che rappresentano la prima classe terapeutica del mercato con il 36% dei volumi e il 34% dei valori.
Al di fuori dei picchi influenzali, la categoria ha registrato flessioni a doppia cifra da maggio a settembre, con punte negative fino al -18% nel mese di agosto. Per i produttori, questi dati confermano la necessità di modelli previsionali sempre più sofisticati, capaci di integrare dati epidemiologici e analytics avanzati, in un’ottica di maggiore resilienza della supply chain e di ottimizzazione dei cicli produttivi.
OTC e SOP: performance divergenti nel 2025
All’interno del comparto dei farmaci senza obbligo di prescrizione, le due macro-categorie principali – OTC (Over The Counter) e SOP (Behind The Counter) – hanno mostrato andamenti differenziati. Gli OTC hanno chiuso l’anno con una contrazione dei volumi pari al -2,2% e una crescita del fatturato del 2,1%, mentre i SOP si sono mantenuti sostanzialmente stabili nei volumi (+0,2%) e hanno registrato un incremento più marcato a valore, pari al +4,8%. Il differenziale di performance suggerisce una crescente attenzione del consumatore verso prodotti a maggiore contenuto consulenziale, rafforzando il ruolo del farmacista come snodo centrale tra industria e cittadino. Per le aziende chimico-farmaceutiche, questo scenario impone un ripensamento delle strategie di posizionamento e di comunicazione, con un focus sempre più orientato al valore e alla specializzazione dell’offerta.
Industria chimico-farmaceutica: tra stabilità e sfide strutturali
Nel medio-lungo periodo, il settore continua a scontare una dinamica di erosione dei volumi, con una media annua del -1,7% dal 2010, a fronte di una crescita media del fatturato pari al +1,6%. Una tendenza che riflette, da un lato, la stabilizzazione dei consumi e, dall’altro, la limitata evoluzione dell’offerta rispetto ad altri mercati europei. Per l’industria chimico-farmaceutica, il 2025 si configura dunque come un anno di consolidamento più che di espansione, in cui la leva competitiva si sposta dall’incremento dei volumi alla valorizzazione dell’innovazione di prodotto, alla differenziazione e alla capacità di intercettare bisogni di salute sempre più consapevoli.
In un contesto caratterizzato da stagionalità marcate, pressione sui volumi e crescita selettiva dei canali digitali, la sfida per le imprese sarà integrare innovazione, educazione sanitaria e sostenibilità industriale, rafforzando il ruolo dei farmaci senza obbligo di prescrizione come componente strutturale della salute pubblica e come segmento strategico per l’intera filiera chimico-farmaceutica.
Canali di vendita: farmacia dominante, online in crescita
La farmacia fisica si conferma il canale prevalente, con il 90,7% delle confezioni vendute e il 92% del valore complessivo. Considerando anche l’e-commerce, la quota della farmacia si attesta rispettivamente all’87% a volumi e all’89,1% a valori. Nel 2025 le farmacie hanno dispensato 254 milioni di confezioni, in calo dell’1,6%, generando oltre 2,8 miliardi di euro di fatturato, in crescita del 2,8%. Parafarmacie e corner della GDO hanno registrato una contrazione dei volumi, rispettivamente del -3,1% e del -7,7%, con dinamiche di fatturato sostanzialmente stabili per le prime e in calo per la GDO.
L’online, pur rappresentando ancora una quota residuale, pari al 4% delle confezioni e al 3,2% del fatturato, mostra tassi di crescita significativi: +7,7% nei volumi e +13,4% nei valori. Un dato che segnala una progressiva maturazione del canale digitale, destinato a incidere in modo crescente sulle strategie omnicanale delle aziende del comparto.


