
In occasione della serata di presentazione del 65° Simposio AFI, lo scorso 24 febbraio, ha avuto luogo anche la premiazione dei 10 vincitori della seconda edizione del Premio Alessandro Rigamonti. Il riconoscimento è stato istituito dal direttivo dell’associazione per onorare la memoria del professor Alessandro Rigamonti, deceduto nel 2024, e prevede il conferimento di dieci premi nel valore di 5.000 euro ciascuno netti, da destinare a giovani ricercatori, universitari o afferenti ad altri enti di ricerca pubblici con un’età inferiore ai 30 anni che presentino un progetto nell’ambito delle Scienze Farmaceutiche.
I 10 progetti selezionati
Riportiamo di seguito i nominativi dei vincitori, in rigoroso ordine alfabetico, con una breve sintesi dei contenuti dei progetti selezionati.
Ludovica Battaiotto, 25 anni, Università degli studi di Trieste
Titolo: Smart and sustainable: Green Engineering of polymeric based nanomedicines (SAGE_Nanomedicines)
Il progetto di ricerca (12 mesi) mira a sviluppare e ottimizzare micelle polimeriche (PM) prodotte con un metodo meccanochimico (privo di solventi) per la somministrazione orale di farmaci scarsamente solubili (es. dapsone). L’obiettivo è migliorare solubilità e stabilità, sostituendo le iniezioni con forme solide e rendendo il processo ecologico e scalabile. Il programma si articola in quattro pacchetti di lavoro che coprono la selezione dei copolimeri, l’ottimizzazione del processo meccanochimico, la caratterizzazione completa delle PM e l’aumento di scala tramite estrusione hot-melt. Scientificamente, il progetto fornirà nuove intuizioni sulle interazioni fra i polimeri e i farmaci e stabilirà una piattaforma di produzione sostenibile di nanomedicine.
Viola Bertolotti, 28 anni, Università degli studi di Milano
Titolo: Freeze-drying to enhance the long-time stability of advanced therapeutics
Il progetto mira a superare le limitazioni di conservazione dei medicinali per terapie avanzate (ATMP), sostituendo la complessa crioconservazione con la liofilizzazione. L’obiettivo è sviluppare formulazioni di nanoparticelle lipidiche (LNP) per il trasporto di DNA, un ambito meno esplorato rispetto all’RNA, ma con potenziale per effetti a lungo termine, che richiede una progettazione razionale specifica. Il progetto è organizzato in tre pacchetti di lavoro complementari. Il primo studia la fattibilità delle LNP nel trasporto di DNA, identificando parametri di formulazione critici, come il tipo e la concentrazione dei lipidi, attraverso una caratterizzazione completa e una valutazione dell’efficienza di trasfezione su cellule modello. Il secondo si concentra sulla selezione razionale di eccipienti, tamponi e crioprotettori essenziali per preservare l’integrità fisico-chimica delle LNP durante la liofilizzazione e garantirne la compatibilità per la somministrazione parenterale. Il terzo ottimizza i parametri del processo di liofilizzazione. Attraverso questo lavoro, l’obiettivo è rendere le ATMP più stabili, accessibili e ampiamente distribuite, contribuendo a democratizzare l’accesso a queste terapie innovative.
Luigi Ciriolo, 29 anni, Università “Magna Graecia” di Catanzaro
Titolo: GMP-Oriented Microfluidic Process for Scalable Ultradeformable Liposomes in Dermal Applications
Il progetto propone una pipeline su larga scala per la somministrazione dermica di bioattivi naturali, trasformando biomassa sostenibile (erbe infestanti e scarti agricoli) in liposomi ultradeformabili, tramite microfluidica a flusso continuo. Sfruttando una piattaforma tecnologica convalidata e strumentazione avanzata, il progetto supera le criticità della produzione industriale, garantendo processi scalabili, riproducibili e conformi alle norme GMP. I nanosistemi che sono risultati, testati per stabilità e sicurezza, offrono prestazioni superiori agli estratti liberi in termini di penetrazione e rilascio controllato, pronti per l’integrazione in formulazioni cosmeceutiche e nutraceutiche.
Eleonora Lai, 27 anni, Università degli studi di Cagliari
Titolo: Naloxone Depot Gel Delivered through Needle-Free Jet Injector: Expanding Accessibility in Overdose Emergency
Il progetto mira a superare i limiti dell’attuale trattamento con naloxone nei casi di overdose da oppioidi, in particolare, la sua breve emivita, rispetto a sostanze come metadone e fentanyl, che espone al rischio rebound. La proposta consiste nello sviluppo di una formulazione termosensibile somministrabile tramite iniettore a getto senza ago (NFJI), capace di aumentare la viscosità alla temperatura corporea e formare un deposito sottocutaneo. L’obiettivo è garantire un rilascio prolungato del farmaco per almeno 8 ore, riducendo la necessità di dosi multiple. La metodologia prevede l’ottimizzazione di copolimeri (poloxameri) per rispettare specifici requisiti di transizione sol-gel (30-37 °C) e viscosità, seguita da test di compatibilità e studi di cinetica per confermare il mantenimento della finestra terapeutica necessaria a contrastare gli oppioidi a lunga durata.
Marianna Lombardi, 26 anni, Sapienza Università di Roma
Titolo: DOPA–based hyaluronan–cholesterol (HACH-DOPA) nanogels: redox-active biomaterials for cytoprotection
Il progetto sviluppa nanogel di acido ialuronico-colesterolo funzionalizzati con dopamina (HACH-DOPA) come biomateriali redox-attivi per il trattamento delle disfunzioni cellulari indotte da stress ossidativo. Questi sistemi, ottenuti per autoassemblaggio, combinano il targeting selettivo dell’acido ialuronico (tramite recettori CD44) con la forte attività antiossidante e la rigidità strutturale conferite dalla dopamina. L’obiettivo è validare il potenziale senomorfo e antifibrotico dei nanogel: agendo come modulatori dell’infiammazione e dello stress ossidativo, essi mirano a prevenire la senescenza cellulare e la fibrosi (es. polmonare) piuttosto che eliminare le cellule. Attraverso un approccio multidisciplinare, lo studio analizzerà l’internalizzazione cellulare e l’espressione di marcatori specifici (come p16, SASP e TGF-β) in modelli in vitro per confermare l’efficacia terapeutica e la modulazione della risposta biologica.
Corinna Lombardo, 27 anni, Università degli Studi di Catania
Titolo: Development of β-cyclodextrin-derived carbonnanodot nanogels for targeted and controlled antibacterial delivery against Staphylococcus aureus for bone infectious disease
Il progetto prevede lo sviluppo di un sistema gel nanostrutturato che utilizza nanodots di carbonio (derivanti da β-ciclodestrine e funzionalizzati) come nanocarrier per il rilascio mirato di antibiotici contro lo Staphylococcus aureus. Il progetto ha una grande rilevanza per l’industria farmaceutica, in quanto affronta una delle principali sfide terapeutiche odierne: lo sviluppo di sistemi innovativi per il rilascio mirato e controllato di antibiotici contro le infezioni batteriche resistenti, in particolare l’osteomielite correlata a Staphylococcus aureus. L’approccio basato su nanogel ibridi derivati da β-ciclodestrine e nanodots di carbonio rappresenta una strategia altamente promettente per superare i limiti delle formulazioni antibiotiche convenzionali, come la scarsa penetrazione tissutale, la bassa biodisponibilità e l’insorgenza di resistenza.
Cristiano Pesce, 29 anni, Università degli studi di Padova
Titolo: A drug-eluting gum-like implant for the local treatment of recurrent glioblastoma (GlioGUM)
Il lavoro si concentra sul glioblastoma, uno dei tumori meno curabili, con una sopravvivenza complessiva di circa 15 mesi. Il progetto ha concepito l’impianto GlioGUM che mira a sviluppare un innovativo sistema di somministrazione intracranica di farmaci, progettato per eradicare il glioblastoma ricorrente e ridurre al minimo gli effetti avversi sistemici. Il dispositivo si basa su una gomma biocompatibile che assumerà la forma irregolare della cavità resecata dopo l’intervento chirurgico, stabilendo un’interazione con le cellule maligne. Ciò fornirà una nuova strategia per terapie efficaci e mirate che possono offrire una nuova opzione volta a migliorare l’esperienza di trattamento dei pazienti con il tumore.
Federico Schena, 25 anni, Università degli Studi di Milano (presso AIFA)
Titolo: Research and characterization of variability in Critical Attributes of biosimilar medicine authorisation procedures
Lo studio analizza le esigenze normative per l’esercizio di comparabilità dei medicinali biosimilari, esaminando le Relazioni di Valutazione Pubblica Europea (EPAR) dell’EMA per identificare passaggi critici, fallimenti e deviazioni dalle linee guida. Concentrandosi sui prodotti oncologici e antineoplastici, l’analisi utilizza software statistici per correlare i dati e assegnare un “Indice di Complessità” alle fasi procedurali, evidenziando i rischi normativi. L’obiettivo è individuare gli attributi critici per migliorare la qualità dei dossier e aumentare il tasso di successo delle autorizzazioni. I risultati offrono vantaggi ai produttori (ottimizzazione delle strategie e valutazione del rischio), alle agenzie e ai governi (supervisione efficiente e benefici economici) e ai pazienti (rapida disponibilità di terapie biologiche essenziali).
Giuseppe Scopelliti, 25 anni, Università della Calabria
Titolo: Development of Molecularly Imprinted Polymers for Gluten Management in Celiac Disease: A Novel Medical Device Approach
Il progetto mira a sviluppare un dispositivo medico innovativo basato su polimeri a imprinting molecolare per la gestione della celiachia. Questi polimeri rappresentano un’innovazione nella terapia mirata: si legano selettivamente alla fibra alimentare e offrono una soluzione basata sulla precisione. Attualmente, i pazienti con celiachia devono aderire rigorosamente a una dieta priva di glutine, il che è difficile e porta a una scarsa compliance. Il “sistema trappola” proposto e basato sui polimeri a imprinting molecolare offre una terapia complementare riducendo l’assorbimento del glutine e attenuando i sintomi. Questo apre un nuovo mercato terapeutico, offrendo ai pazienti un’alternativa o un’aggiunta alle restrizioni dietetiche.
Roberta Sole, 29 anni, Università della Calabria
Titolo: Green Chemistry Meets Pharmacology: Deep Eutectic Solvents as Next-Generation Drug Delivery Platforms
La penetrazione dei farmaci attraverso le barriere biologiche è influenzata dalle proprietà delle molecole e delle formulazioni, ma può essere migliorata utilizzando solventi eutettici profondi (DES). Questi solventi verdi, composti da miscele di donatori (HBD) e accettori (HBA) di legami idrogeno, agiscono come stabilizzanti e potenziatori dell’assorbimento, pur presentando sfide legate all’elevata viscosità e alla stabilità termica o in presenza di acqua. Il progetto prevede la preparazione e la caratterizzazione (tramite FTIR, NMR, DSC e reologia) dei solventi eutettici profondi (DES) per identificare quelli più adatti a garantire la solubilità del farmaco. L’obiettivo è sviluppare formulazioni in gel o nanosistemi per la somministrazione non invasiva, valutando il sistema dato da DES e principi attivi (API) attraverso indagini chimico-fisiche e studi di rilascio in vitro per confermarne l’efficacia terapeutica.


