La medicina del futuro sarà inevitabilmente più digitale. Bisogna far sì che sia anche più giusta, più accessibile, più umana“, ha affermato il presidente dell’Agenzia italiana del farmaco, Robert Nisticò, a commento del nuovo dossier AIFA “Intelligenza Artificiale e salute. Come l’IA sta rivoluzionando la ricerca farmaceutica, la medicina di precisione e il futuro della salute globale”.

Il documento è interamente dedicato alle sfide poste dall’uso dell’intelligenza artificiale in medicina e nella farmaceutica, settori in cui l’IA sta completamente trasformando il modo di concepire la ricerca e la cura. Il tema tocca da vicino anche le agenzie regolatorie del farmaco, che già hanno posto grande attenzione, sia da parte di AIFA in Italia che di EMA in Europa e FDA negli Stati Uniti, alle potenzialità offerte dalla tecnologia IA a supporto di decisioni più rapide, etiche e basate sui dati. L’Agenzia europea dei medicinali, ad esempio, ha già avviato un piano quinquennale per integrare l’algoritmo nei processi regolatori; anche AIFA sta progressivamente adottando strumenti predittivi, con il duplice obiettivo di velocizzare la valutazione dei dossier e supportare le attività di Health Technology Assessment finalizzate ad analizzare i benefici clinici e l’impatto economico delle nuove terapie.

L’intelligenza artificiale – ha affermato il presidente di AIFA, Robert Nisticò – non è una moda passeggera, ma una leva strategica per l’evoluzione della medicina moderna. I suoi benefici sono già visibili in termini di rapidità, personalizzazione e riduzione dei costi. La sfida è governarla con regole chiare, trasparenza e responsabilità condivisa“. L’indicazione del presidente di AIFA è rivolta all’obiettivo di costruire un ecosistema in cui scienza, industria e istituzioni lavorino insieme per garantire equità e sicurezza. “L’IA può rendere la medicina più umana, se resta al servizio del paziente“, ha commentato Nisticò.

I principali ambiti di applicazione nella filiera farmaceutica

Il dossier di AIFA illustra alcuni esempi applicativi dell’intelligenza artificiale lungo la filiera di sviluppo dei medicinali. L’IA è sempre più utilizzata, ad esempio per accelerare le attività di ricerca, grazie alle reti neurali profonde che permettono di analizzare milioni di molecole e prevederne il fallimento già mediante test in silico, quindi in modo virtuale, scartando i composti inefficaci o tossici. In questo modo, è possibile ridurre drasticamente tempi e costi della ricerca, concentrando le risorse solo sui candidati più promettenti. L’IA permette anche di individuare nuove indicazioni terapeutiche per farmaci già approvati (drug repurposing). Alcuni prodotti sviluppati con l’IA sono già in fase avanzata di sperimentazione, sottolinea il dossier di AIFA.

Anche il settore dello sviluppo clinico ha tratto grande beneficio dall’implementazione degli algoritmi di intelligenza artificiale. Sono oggi disponibili, ad esempio, specifiche piattaforme che permettono di analizzare milioni di cartelle cliniche in pochi minuti per identificare i pazienti idonei per l’arruolamento in un trial clinico. Questo tipo di approccio permette di superare le difficoltà di reclutamento che hanno fin qui spesso caratterizzato la conduzione degli studi. I “trial virtuali” e i “gemelli digitali” dei pazienti, inoltre, permettono anche in questo caso di spostare in silico una parte della sperimentazione, consentendo ad esempio di prevedere la risposta a un trattamento prima della somministrazione reale del farmaco. Anche in questo caso, ne risulta un drastico calo della necessità di test su animali e sull’uomo nelle fasi preliminari degli studi.

L’intelligenza artificiale è anche un indispensabile supporto per superare l’era delle terapie standardizzate, per passare invece a quella della medicina di precisione, in cui grazie all’integrazione di dati clinici, genetici e ambientali le terapie sono sempre più su misura del singolo paziente. Secondo il dossier di AIFA, diventa così possibile ridurre gli errori e i rischi di tossicità e ottimizzare le risorse, investendo sia sulla salute che sulla sostenibilità del sistema sanitario.

Le sfide ancora aperte

Il dossier di AIFA sull’intelligenza artificiale sottolinea anche come la sfide dell’implementazione di queste tecnologie non sia priva di interrogativi. Gli algoritmi devono essere trasparenti, validati e spiegabili, mentre la gestione dei dati clinici richiede infrastrutture sicure e interoperabili. Un obiettivo complesso da raggiungere, che richiede standard condivisi, adeguamento delle competenze interne alla Pubblica Amministrazione e formazione trasversale per permettere a medici, ingegneri e manager di dialogare con i data scientist, a garanzia che l’innovazione sia sempre governata dall’uomo e orientata al bene comune.

All’interno di questo quadro complesso, le agenzie regolatorie sono chiamate a svolgere un fondamentale ruolo di garanzia per assicurare che l’accelerazione tecnologica proceda di pari passo con la sicurezza, la trasparenza e l’etica. Il dossier di AIFA sottolinea come si debba sempre tenere presente che l’IA non sostituisce il medico e non cancella la relazione di cura, ma piuttosto sia finalizzata a liberare tempo che i sanitari possono dedicare alla cura, ridurre gli sprechi e aumentare la precisione delle terapie.

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